Immobili commerciali, un investimento interessante?
Oltre agli immobili di tipo residenziale, sono ritenuti investimenti interessanti e redditizi anche quelli rivolti ad unità immobiliari commerciali, ed in particolare uffici (Cat.A/10) e negozi su strada (Cat.C/1).
Ci sono investitori che da sempre preferiscono investire importi e capitali, anche ingenti, su questo tipo di immobili a fronte di rendite locative interessanti che, generalmente, si attestano fra un 6 ed un 9% lordo.
Mi sembra comunque doveroso far presente che, secondo i dati stimati da Scenari Immobiliari, nel rapporto 2021 sul mercato commerciale in Italia ed Europa, gli investimenti hanno evidenziato un calo, indicativamente del 30%, rispetto all’anno precedente.
Indubbiamente, il crollo del settore commerciale è stato innescato dall’avvento della pandemia e soprattutto dal Lockdown che ha costretto molti titolari di attività commerciali, svolte all’interno di negozi fronte strada, a non poter far fronte al pagamento dei canoni locativi e, conseguentemente, a “mettere in ginocchio” i proprietari delle mura dei locali che non percependo somme in entrata, si sono trovati, per un lungo periodo di tempo a pagare soltanto Imu, tasse e quant’altro. Soltanto alcuni proprietari di locali di ampie dimensioni e, idonei allo svolgimento di attività di primaria necessità come i Supermercati, hanno potuto far fronte, riducendo semplicemente i canoni percepiti pre-Covid19, ad ammortizzare le perdite.
Dopo questo breve cenno sulla flessione del settore commerciale in generale, vorrei soffermarmi su un quesito importante.
E’ più consigliabile un acquisto di un negozio piccolo in una via altamente commerciale e di transito pedonale, più che automobilistico, o di maggior superficie, anche con più vetrine su strada, su una strada secondaria?
Molto spesso il potenziale acquirente si lascia influenzare ed ammaliare da un prezzo particolarmente conveniente €/MQ. che lascia pensare al cosiddetto “affare” per l’unità immobiliare di grandi dimensioni senza pensare alla potenzialità di reddito che è in grado di generare.
Ed è proprio questo invece il fattore più rilevante da tenere in considerazione.
La valutazione in particolare dei negozi su strada ma, anche degli uffici, calcolata sulla base esclusivamente di un prezzo al MQ, è il più grande errore che viene commesso da colleghi a cui non capita spesso di trattare questo tipo di vendite.
Per non prolungarmi eccessivamente vi dico soltanto: immaginate che tipo di canone di locazione può far scaturire un negozio di una sola porta/vetrina, di 50 mq circa ubicato in via del Corso, via Tuscolana, via Appia o viale Marconi e, quali rinomati brand attirerebbe, rispetto ad uno di 120/150 mq in una traversa di queste importanti arterie stradali, semi nascosto e limitato al transito degli abitanti dei fabbricati limitrofi o sovrastanti.
La risposta mi permetto di darvela io.
Se quest’ultimo lasciasse percepire al proprietario già il 50% del canone annuo di quello più piccolo, non sarebbe male!!! Forse la sua salvezza potrebbe essere, secondo le vetrine di cui dispone, di frazionare il locale in più unità immobiliari più piccole ed innalzare così la resa
reddituale complessiva.
Per non costringervi ad una lettura troppo prolungata, concludo rammentandovi inoltre che, l’imposta di registro da dover corrispondere, in sede di rogito notarile, viene calcolata sul prezzo concordato per il trasferimento del bene e non sulla rendita catastale come nelle compravendite residenziali.
Lascio a voi i conteggi e provate ad applicare un 9% sul valore di acquisto.
E se, da privato, acquistate da una società? Si paga l’IVA?
Se avete bisogno della mia persona quale vostro consulente di fiducia per operazioni commerciali e residenziali contattatemi in privato.
Sarà un enorme piacere mettere a vostra disposizione la mia esperienza, professionalità e passione.
















