SUPERBONUS NOVITA’ 2023

SUPERBONUS, NOVITA’ 2023

Essendo il Superbonus 110 un argomento cardine, strettamente connesso al mercato immobiliare, non posso evitare di aggiornarvi su quelle che sono le novità introdotte nel 2023 che hanno apportato ulteriori correttivi a quanto istituito dall’art.119 Decreto Rilancio convertito in legge, attivo dal 1° luglio 2020, modificato a più riprese negli ultimi due anni e mezzo.

Innanzitutto, vorrei rammentare in modo conciso che il Superbonus è una misura mirata ad incentivare l’ammodernamento e la ristrutturazione di edifici e consiste, nella sua versione originaria, in una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute per tali interventi.
Più precisamente, l’incentivo si applica alle spese di realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Per applicarlo è necessario che l’edificio oggetto di interventi ottenga un miglioramento di almeno due classi energetiche.

Da quest’anno l’agevolazione viene depotenziata (da 110 a 90%) con un sistema “a scalare” che modifica uno degli strumenti più espansivi e rivoluzionari introdotti nel settore edile.
Sono stati il Decreto Aiuti Quater e la Legge di Bilancio 2023 a definire il nuovo calendario delle scadenze per il Superbonus “pieno”. Successivamente il Governo, con un Decreto ad hoc, ha stabilito lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura dal 17 febbraio 2023, ma solo per i nuovi interventi.

Tra le modifiche più recenti, vi sono quelle introdotte con il Decreto-Legge 16 febbraio 2023, n.11 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.40 del 16/02/2023, che mette una pietra sopra alla cessione del credito e allo sconto in fattura per fruire del Superbonus (così come di altri bonus edilizi), lasciando come unica possibilità per i nuovi interventi, la classica detrazione in fase di dichiarazione dei redditi. Con il Decreto blocca cessioni convertito in legge (testo coordinato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.85 del 11/04/2023) sono state previste delle eccezioni allo stop sulla cessione.

Bisogna dire che sin dalla sua introduzione, il Superbonus ha evidenziato problematiche applicative. Ciò ha costretto il Parlamento e il Governo a intervenire più volte per cercare di migliorare la misura in due direzioni per renderla, da una parte, più sostenibile per le Casse dello Stato e, dall’altra, per aggirare le frodi nelle cessioni del credito.

Le novità in questa direzione sono pertanto le seguenti:

il passaggio della detrazione applicabile del Superbonus dal 110 al 90 % a partire dal 01 gennaio 2023 per la generalità dei casi e dei soggetti ammessi all’incentivo, stabilita dal Decreto Aiuti Quater, salvo le eccezioni individuate nella Legge di Bilancio 2023;

– il Decreto blocca cessioni convertito in legge, relativamente al Superbonus, proroga dal 31 marzo al 30 settembre 2023 per le abitazioni unifamiliari (villini) a condizione che la data di attestazione del SAL (Stato Avanzamento Lavori) 30% sia al 30 settembre 2022. Restano invariate le scadenza per condomini e le norme sul Superbonus 90%;

lo stop alla cessione del credito ed allo sconto in fattura dal 17/02/2023.
Il Governo con il Decreto-Legge 16 febbraio 2023, n.11, ha bloccato questa possibilità per i nuovi interventi; ed oltre che per il Superbonus anche per altre misure quali Sismabonus, Ecobonus, bonus facciate, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica, Bonus ristrutturazione, Bonus condizionatori, Bonus tende da sole e Bonus zanzariere. Resta la possibilità di cedere il credito per il Bonus barriere architettoniche con l’introduzione di novità procedurali;

l’aumento da 4 a 5 del numero totale delle possibili cessioni del credito possibile solo per gli interventi già avviati prima del 17 febbraio 2023. Risulta, quindi, esserci una prima cessione libera tra tutti i soggetti, seguita da massimo tre passaggi ulteriori (non più due come in precedenza) in favore di soggetti qualificati come banche, intermediari finanziari oppure assicurazioni. Infine, le banche hanno la possibilità di cessione del credito, per un ulteriore passaggio, ai loro correntisti muniti di partita IVA senza ulteriore cessione.

la possibilità per le imprese che realizzano lavori con il Superbonus ed hanno problemi di liquidità di accedere alle garanzie SACE, per i cosiddetti “prestiti ponte”. Parliamo di finanziamenti a garanzia pubblica, a corto termine, per chi ha un credito in attesa di essere incassato. L’obiettivo della misura è cercare di sbloccare il mercato edile.

Rimangono comunque presenti ancora diversi dubbi ed incertezze, nonché aspetti poco chiari relativi a questi nuovi correttivi introdotti sul Superbonus, ad esempio, per quanto concerne la normativa sui nuovi requisiti necessari all’ottenimento degli sgravi occorre considerare che oltre al reddito e alla residenza, sono inseriti nel computo anche i vari familiari a carico (compresi i figli fino ai 21 anni); oltre a questo, poi, è necessario fare chiarezza per tutti quei lavori che comprendessero delle demolizioni e successive ricostruzioni, per le quali magari si è reso necessario un temporaneo cambiamento di residenza da parte dei proprietari.

In conclusione, il mio consiglio è quello di ponderare con attenzione ogni scelta, di farvi affiancare da persone veramente competenti in materia ed aggiornate sull’argomento ed i suoi costanti aggiornamenti (e vi garantisco che non sono poi così tanti!) ed aspettare, se possibile maggiori chiarimenti per aspetti che potrebbero coinvolgervi.

 

 

 

 

ABITAZIONI CON UNA MAGGIORE EFFICIENZA ENERGETICA …. IL PROSSIMO FUTURO E’ QUESTO

ABITAZIONI CON UNA MAGGIORE EFFICIENZA ENERGETICA …. IL PROSSIMO FUTURO E’ QUESTO

A seguito dell’approvazione della delibera Europea sulle cosiddette “Case Geen”, che prevede per gli Stati membri un’adeguamento degli edifici alle classi energetiche E, entro il 01/01/2030, e D, entro il 01/01/2033, mi limito a portarvi a conoscenza della situazione attuale delle unità immobiliari nella città di Roma.

Da un’indagine svolta dal portale Casa.it, che ha preso come riferimento trilocali dagli 80 ai 100 mq, Roma risulta avere una percentuale molto elevata (84%) di immobili nelle classi meno efficienti (dalla G alla E) con il 72% nella G. Solo il 12% dei trilocali risulta essere in classe A che, nella maggior parte dei casi e con molta probabilità coinvolge quelli di nuova costruzione che possono godere di impianti più all’avanguardia (pannelli solari, fotovoltaico, impianto di riscaldamento autonomo a pavimento ed infissi di ultima generazione in termini di isolamento dall’esterno.

Sicuramente, tutto ciò, senza dilungarmi in percentuali e numeri poco interessanti per la popolazione cittadina, sta già indirizzando le ricerche dei clienti che desiderano acquistare un’immobile attraverso l’inserimento di filtri riguardanti la presenza di una classe energetica che sia almeno E nell’annuncio pubblicitario.

La sensibilizzazione che si sta dando all’argomento efficienza energetica nel settore immobiliare, spingerà sempre più nel tempo coloro che posseggono immobili da ristrutturare a vendere in questo stato di manutenzione o, ad effettuare interventi che tengano conto di un crescita doppia della classe di efficienza con la speranza di realizzare importi proporzionalmente ben più elevati; chi non avrà la disponibilità economica per sostenere costi di ristrutturazione che migliorino l’efficienza energetica del proprio immobile prima di porlo sul mercato, tenderà a liberarsi del bene lasciando a colui che lo acquisterà l’onere di valorizzarlo.

Ed allora, per parlare del potenziale acquirente che si dirigerà su unità immobiliari “da ristrutturare” per poi intervenire sfruttando quei bonus ancora disponibili ma, anticipando somme per poi recuperarle nel tempo, questo dovrà tenere in considerazione nelle opere edili da
effettuare, quei fattori determinanti per l’innalzamento della classe energetica di almeno due lettere e, generare un effettivo risparmio in termini di bollette relative alle utenze elettriche e del gas. Ricordate che gli aspetti più importanti, se si tratta di un appartamento inserito in un contesto condominiale, sono quelli legati al riscaldamento ed alla produzione di acqua calda, al tipo di infissi da installare con doppio vetro camera ed al condizionamento dell’aria.

In caso di riscaldamento autonomo, installate caldaie a condensazione e/o comunque di ultima generazione in grado di garantire anche la massima sicurezza al vostro nucleo familiare in caso di dispersioni o incidenti, split per il condizionamento dell’aria a pompa di calore che siano almeno in classe A ed infissi a taglio termico, in PVC, alluminio, legno o altro materiale di vostro gradimento che vi permetta un significativo isolamento dei vostri ambienti dalla temperatura esterna, mantenga la temperatura per voi ideale al loro interno ma, allo stesso tempo non generino forme di condensa e muffe nelle pareti ed angoli dei vostri soffitti o, goccioline d’acqua all’interno del doppio vetro.

Anche i materiali delle pavimentazioni da voi scelte oggi giocano un ruolo molto importante poiché, in molti casi, sovrastano le tubazioni del “riscaldamento a pavimento” che rendono piacevole camminare in casa a piedi scalzi!

Se possedete invece un’unità immobiliare indipendente, non esitate ad ottenere preventivi per l’installazione di pannelli solari ed impianti fotovoltaici, perché i risultati che potrete constatare successivamente in bolletta, saranno veramente interessanti per le vostre economie familiari.

Accertatevi delle competenze delle Ditte e Società di cui vi avvalete, che siano in grado di rilasciarvi le dovute certificazioni di conformità per i nuovi impianti installati, queste, in una futura rivendita garantiranno il vostro acquirente per la qualità e l’efficienza energetica della vostra abitazione stimolandolo ad offrirvi un prezzo sicuramente più elevato ed in linea con le vostre aspettative.
E per vendere, affidatevi ad un professionista del settore immobiliare che sappia evidenziare le caratteristiche del vostro appartamento ed esaltare la sua efficienza energetica scaturita in conseguenza di sacrifici economici da voi sostenuti per portare a compimento una ristrutturazione in grado di generarla.

 

 

 

 

IL SETTORE ALBERGHIERO A ROMA

IL SETTORE ALBERGHIERO CONTRIBUIRA’ ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA  CITTA’ DI ROMA!!!

A seguito delle grandi prospettive di incremento turistico che saranno generate dalla Ryder Cup di Golf, in programma dal prossimo 29 settembre al 01 ottobre presso il Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio, dal Giubileo 2025, e ci auguriamo anche dall’Expo 2030, ho ritenuto importante evidenziare l’attrazione suscitata anche della nostra città, già consolidata a Milano, negli investitori e grandi catene alberghiere.

Sulle ali del decimo report fornito da Thrends, importante società di ricerca e business intelligence con competenze chiave nel settore del turismo e dell’ospitalità, che ci mette in risalto come dai 1.324 del 2013, in Italia si è passati a ben 2.105 catene alberghiere a fine 2022, non possiamo che pensare positivo per ciò che concerne, finalmente, una meritata valorizzazione del patrimonio culturale della nostra Roma, in virtù dei capitali, soprattutto esteri, che permetteranno di dar lustro a grandi edifici che al momento sono dismessi ed inutilizzati ma, posizionati in luoghi strategicamente interessanti della città.

Nell’ambito dei dati predetti, vorrei far presente come l’incremento più evidente si sia rilevato nel numero delle camere, salito dal 13,4% del 2013 al quasi 20% odierno, a conferma che le grandi catene alberghiere hanno ormai accettato il fatto di averne maggiori a disposizione anche se con dimensioni inferiori, nota caratteristica del nostro Paese rispetto ad altri europei.

Tutto ciò probabilmente anche a seguito della constatazione di un fiorente mercato costituito da immobili adibiti a B&B, Case Vacanza e Affittacamere sparsi in particolar modo sul territorio capitolino, gestite principalmente a carattere familiare, che continuano a far registrare sold out nella maggior parte dell’anno.

La pressione dei player globali sull’Italia non è stata mai così evidente e, sono impressionanti, i numeri riferiti ai Brand presenti sul nostro territorio che, a seguito della chiusura di un recente censimento effettuato, si attestano a 152, con una crescita del 100% rispetto a dieci anni fa in cui se ne contavano 75.

A Roma si susseguono nuove aperture ed importanti ristrutturazioni di strutture già esistenti. L’ex sede di Bnl in zona via Veneto diventerà l’Hotel Rosewood, mentre sembrano sempre più concrete le voci dell’arrivo di Mandarin Orientale, nota lussuosa e pluripremiata catena di Hotel e Resort già presente a Milano, negli ex villini di Unicredit. Inoltre, già prima della scorsa estate è stato inaugurato lo splendido W Rome di Marriott in via Liguria, all’interno di un edificio acquistato da Kingstreet, con le sue camere dal design moderno, disponibilità di Centro Fitness, giardino, terrazza e biciclette gratuite.

E’ pur vero che in questo settore siamo stati fino ad oggi sempre anticipati da Milano che annovera già presenze importanti come Portrait della famiglia Ferragamo, Cipriani, che ha aperto un Club con stanze e ristoranti e che prepara prossime new entry di spicco come Rosewood, in via Borgonuovo all’interno di un palazzo del gruppo Statuto, nonché Rocco Forte che realizzerà la sua prima struttura milanese ai in via Statuto ma, sono convinto che, Roma, meriti di riuscire a sfruttare le enormi risorse in suo possesso, che abbia grandi margini di incremento sotto l’aspetto turistico e, da qui in avanti, possa meravigliare tutti in termini di crescita economica, colmando il gap con il capoluogo lombardo, attirando sempre più interessi e capitali europei ed internazionali che possano esaltare, oltre che il settore alberghiero, quello del retail nei diversi campi merceologici e, trainare conseguentemente quello immobiliare, commerciale e residenziale, attraverso gli investimenti di importanti aziende, fondi e privati.

La mia figura professionale conta, in collaborazione con altri colleghi, di intermediare accordi economici di rilievo, finalizzati alla valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare offrendo un servizio qualitativamente elevato.

 

 

 

MUTUI “GIOVANI” E RINEGOZIAZIONI

MUTUI “GIOVANI” E RINEGOZIAZIONI

Indubbiamente, visto l’innalzamento dei tassi relativi ai mutui ipotecari che hanno condizionato il mercato immobiliare negli ultimi mesi del 2022 e che stanno continuando a farlo nel 2023, non posso esimermi dal trasmettervi alcune informazioni, ritenendole utili ed essenziali per futuri investimenti e vendite residenziali.
Partiamo dal fatto che, negli ultimi 12 mesi, il costo di un mutuo è cresciuto del 29% per il tasso fisso e del 22% per il variabile ma, malgrado ciò, ritengo per i giovani il 2023 un anno giusto per l’acquisto di un’abitazione.

Dall’approvazione in Senato della legge di Bilancio nello scorso 29 dicembre, sono scaturiti due provvedimenti che rimettono da una parte in pista i mutui agevolati per i giovani under 36 che hanno un Isee inferiore a 40 mila euro e, dall’altra, riattivano la rinegoziazione dei mutui ipotecari.

È stato il decreto Ter a sbloccare la situazione di completo impasse sui mutui under 36. Il provvedimento dà la possibilità di usufruire dei tassi agevolati anche per i prodotti a tasso fisso, oltre che della garanzia statale sui mutui per l’acquisto della prima casa fino all’80% del valore immobiliare. 

La seconda novità inserita a sorpresa dal Governo è il recupero di una norma del 2012 che permette a chi ha sottoscritto un contratto di mutuo ipotecario, di passare dal tasso variabile (puro e non con il cosiddetto “cap”, corrispondente al tetto massimo raggiungibile dalla
rata) al tasso fisso con il proprio Istituto di Credito.

Questa norma sulla rinegoziazione prevede però alcuni requisiti di accesso:

– l’importo del mutuo non può superare i 200 mila euro, l’Isee del mutuatario deve essere inferiore a 35 mila euro e, non ci devono essere insolvenze nei pagamenti (il nuovo tasso fisso viene definito applicando lo spread del contratto precedente al tasso minore tra l’Eurirs a 10 anni e l’Eurirs pari alla durata residua del mutuo. La richiesta deve essere indirizzata direttamente alla propria banca, non attraverso intermediari o siti di comparazione, per tutti i mutui stipulati prima del 1° gennaio 2023).

Facendo un esempio pratico, attraverso gli esperti di MutuiOnline, un mutuatario, che ha acceso un finanziamento a tasso variabile da 160 mila euro a venti anni a luglio 2022 con un tasso composto dall’Euribor a 1 mese e da uno spread 1,2%, attualmente pagherebbe una rata di 894 euro (a luglio 715 euro). Con la rinegoziazione del mutuo, il mutuatario potrebbe passare a un tasso fisso di 3,82%, dato dall’Eurirs a 19 anni (2,62%, pari alla durata rimanente del mutuo, oggi leggermente inferiore all’Eurirs a 10 anni) a cui si aggiunge lo spread di 1,2%; in tal modo la rata fissa sarebbe di 954 euro, pari al 7% in più, ma permetterebbe di non incorrere in ulteriori aumenti. Questa soluzione sarebbe solo leggermente meno conveniente di una surroga (anch’essa a costo zero), in cui si otterrebbe con la migliore offerta una rata di 945 euro con un tasso fisso del 3,75%.

Sono convinto che, malgrado per molte coppie e, soprattutto in numerosi nuclei familiari, l’innalzamento dei tassi di mutuo abbia scoraggiato l’acquisto di una “prima casa” o, il cambiamento della propria con un’altra più spaziosa e qualitativamente superiore per ubicazione e quant’altro, si possa, maggiormente in alcune zone di Roma semi-periferiche ma ben collegate attraverso treni e linee Metro, compensare il costo di una rata più elevata attraverso acquisti a prezzi interessanti, anche per nuove costruzioni munite di tecnologie all’avanguardia che garantiscono importanti risparmi energetici in termini di utenze domestiche.

Attraverso i miei collaboratori e partners lavorativi, sono in grado di fornirvi una semplice e chiarificatrice consulenza nel campo creditizio o, in qualità di vostro AGENTE IMMOBILIARE PERSONALE, garantirvi le dovute competenze e professionalità per effettuare un acquisto in serenità e/o far rendere al meglio il vostro immobile in vendita. Contattatemi in privato, sarà un piacere rendermi utile per elevare il vostro standard abitativo.

 

 

 

Un 2023 pieno di soddisfazioni immobiliari

VI AUGURO CON IL CUORE UN 2023 PIENO DI SODDISFAZIONI…. IMMOBILIARI

Ci siamo appena lasciati alle spalle un 2022 che, malgrado eventi importanti come la guerra in Ucraina, l’innalzamento dell’inflazione e dei prezzi di gas ed energia che hanno messo in grosse difficoltà nuclei familiari e soprattutto imprenditori in molti settori economici del nostro Paese, per ciò che concerne il settore immobiliare, ha dimostrato di aver “retto” decisamente bene.

E’ pur vero che ancora non abbiamo risentito pienamente dell’aumento dei tassi di interesse applicati ai mutui necessari per l’acquisto degli immobili che, probabilmente, causerà nel nuovo anno un rallentamento delle compravendite soprattutto per ciò che concerne il comparto residenziale delle prime abitazioni, con una maggiore rilevanza nelle zone semi periferiche della città, penalizzando sicuramente in modo più evidente quelle coppie giovani che da tempo sognano di avere finalmente una casa di proprietà senza disperdere in canoni di affitto le proprie risorse economiche.

Non a caso, già si nota un maggior interesse per le locazioni che, in particolare attraverso i contratti a canone concordato con cedolare secca, stanno generando numeri significativi in concomitanza con l’innalzamento delle rate di mutuo e del timore generale innescato per un
possibile ulteriore aumento nei prossimi mesi.

Ci tengo a sottolineare, in attesa di ricevere i dati definitivi ufficiali relativi al 2022 da parte dell’Agenzia delle Entrate, che la città di Roma parte da una base di 38.841 compravendite residenziali del 2021, che hanno evidenziato un incremento del 31,4 % rispetto al 2020; che il taglio abitativo maggiormente richiesto è stato quello compreso fra i 50 e gli 85 mq con 16.144 transazioni effettuate rispetto al range 85/115 mq che ne ha registrate 10.576; che le zone dove si sono evidenziati i volumi più elevati sono state: l’area fuori il G.R.A. – EST con 3.645 di abitazioni compravendute, la zona di CASILINA-PRENESTINA con 3.512 e, l’asse COLOMBO-OSTIENSE-LITORALE con 3.225.

Per ciò che concerne le quotazioni €/MQ applicate nel 2021, entro il G.R.A., nelle diverse zone della nostra città, tralasciando il Centro Storico che avrà sempre il suo esclusivo target di mercato, sono curioso di verificare: se la leggera flessione della zona Nord ( Parioli – Flaminio e Salaria-Trieste-Nomentana), quantificata dall’1 al 3,2%, sarà replicata, se quella dell’EUR, con la sua
cintura e la parte di Laurentina, manterrà il suo segno positivo che ha toccato quasi il 2%, così come quelle di Ostiense – Navigatori, Appia -Tuscolana, Casilina -Prenestina anch’esse con segno +.

Sicuramente, rispetto ai dati appena snocciolati, mi sento di confermare, relativamente all’anno 2022 appena concluso, che l’investimento immobiliare è quello ancora più incoraggiante, redditizio e, direi anche stimolante.

Vi permette di valorizzare, attraverso la consulenza di un attento, competente e professionalmente aggiornato agente immobiliare, il vostro capitale nel tempo, di generare, perché no, plusvalenze interessanti attraverso investimenti anche nel segmento ASTE oltre che tramite semplici operazioni di acquisto e vendita (in alcuni casi grazie a parziali interventi di ristrutturazione o di home staging); inoltre, di far scaturire rendite costanti mediante contratti locativi che, se gestiti con attenzione dal vostro agente immobiliare personale, posso garantirvi, non faranno scaturire mancati pagamenti ma, semplicemente, vi costringeranno ad individuare un nuovo Conduttore nel momento in cui il precedente, per proprie esigenze personali, deciderà di lasciare la vostra abitazione (spesso, alcuni ricorrenti commenti come: “ a se poi non paga quando lo tiri più fuori”, vengono ripetuti senza vere motivazioni ma, semplicemente
per locazioni effettuate, a mio modesto parere, con faciloneria, a Conduttori consigliati da chissà chi, senza aver approfondito, con molta probabilità, caratteristiche reddituali e personali).

Concludo augurandovi un 2023 esplosivo, che vi permetta, “immobiliarmente” parlando, di
incrementare i vostri risparmi e di avvalervi, per delle serene operazioni, di Fabrizio Costantini.

 

 

Perchè non acquistare all’asta

PERCHE’ NON PROVATE AD ACQUISTARE UN IMMOBILE IN ASTA?

Nel corso della mia carriera professionale sono stato sempre affascinato ed incuriosito dal mondo delle Aste aventi per oggetto gli immobili principalmente di tipo residenziale (indicativamente il 34% è costituito da quelle di tipo commerciale)

A seguito dell’avvento della pandemia, dopo aver constatato un notevole aumento dell’ interesse per questo tipo di operazioni e del numero di aggiudicazioni, ho deciso di approfondire l’argomento ASTE ed elevare le mie competenze in materia attraverso intensi ed appositi corsi di formazione.

Indubbiamente, la parabola discendente intrapresa dal mercato azionario e dai fondi d’investimento, a tutt’oggi non facilmente arrestabile anche in conseguenza della guerra in Ucraina che non accenna ad interrompersi nonché, il rendimento pressocché irrisorio dei titoli di Stato, hanno contribuito ad indirizzare cospicui capitali sull’acquisto in Asta di immobili residenziali e commerciali da mettere a reddito o da rivendere generando interessanti plusvalenze.

E’ ormai da circa un anno e mezzo che, unitamente ai miei colleghi e validi collaboratori con cui opero, stimolato dalla richiesta sempre crescente di piccoli e medi investitori, amici e clienti volenterosi di partecipare ad Aste Immobiliari, mi dedico ad assisterli, unitamente ad un valido Team di figure professionali, dalla partecipazione all’aggiudicazione.

Avete mai saputo che un acquisto in Asta può essere finanziato attraverso l’accesso al credito (MUTUO IPOTECARIO) per un’80% del valore di aggiudicazione?

Seguendo anche questo tipo di operazione, ho permesso a molti “clienti” di investire somme decisamente più contenute e, concludere comunque un acquisto decisamente vantaggioso.

Ho permesso interessanti aggiudicazioni in quartieri di particolare interesse della nostra città, sia attraverso partecipazioni ad Aste giudiziarie che a quelle relative alle Dismissioni del Patrimonio Pubblico, garantendo, nei casi in cui l’acquisto non era destinato ad una primaria abitazione (la quasi totalità dei casi), delle cospicue plusvalenze.

Mi limito, attraverso questo contenuto, a trasmettervi alcune informazioni, convinto che risulteranno chiarificatrici e rassicuranti per molti di voi, liberandovi da quelle convinzioni che gli ambienti delle Aste siano da sempre luoghi inaccessibili alle persone “normali” e frequentati da persone poco raccomandabili pronte a speculare sulla pelle della povera gente.

Innanzitutto, rispetto al passato, oggi le Aste Immobiliari, sia giudiziarie che dismissive, vengono svolte in modalità telematica, permettendovi di effettuare offerte in serenità, direttamente presso i nostri uffici, dove potrete pianificare, con i professionisti dedicati, la strategia più confacente alle vostre esigenze.

L’Asta è anche una modalità di acquisto trasparente poiché la perizia, ossia
la “fotografia” dello stato e delle condizioni del bene, è sempre visionabile; inoltre, al momento del trasferimento della proprietà, il giudice delle esecuzioni ordinerà che le, eventuali, ipoteche ed i pignoramenti trascritti sull’immobile siano cancellati, e pertanto, l’aggiudicatario, otterrà l’immobile e sue pertinenze libere da pesi e gravami. 

Oltre alle Aste immobiliari giudiziarie, alle quali ricorrono i creditori dell’esecutato (nella maggior parte dei casi Istituti bancari per insolvenze di privati nei pagamenti delle rate di mutuo) che attraverso la vendita all’asta dei beni pignorati desiderano ottenere una liquidità con la quale soddisfare, in tutto o in parte, i propri crediti, mi sto dedicando, con buona continuità, a quelle dismissive, e cioè relative alla procedura con la quale lo Stato o un Ente Pubblico offrono in vendita uno o più beni immobili.

Le aste dismissive vengono spesso preferite all’acquisto di un immobile nel libero mercato per diversi motivi che possono essere sintetizzati in quelli seguenti:

  • di tipo economico: il prezzo base di partenza è generalmente inferiore a quello di mercato, con ulteriore possibilità di ribassi successivi, e la scelta molto ampia dato l’elevato numero degli immobili oggetto di dismissione;
  • di sicurezza: i beni sono di solito immuni da pesi o ipoteche data la “qualità” e specificità del proprietario-venditore, essendo questo lo Stato o un Ente pubblico;
  • di trasparenza: la gara è aperta a tutti gli interessati che concorrono all’acquisto a parità di condizioni, di trattamento e di regole; molto difficilmente sono previste posizioni di privilegio o di trattamento preferenziale. Inoltre, lo svolgimento di questo tipo di aste, essendo vincolato al rispetto di una procedura predeterminata di cui tutti i potenziali acquirenti possono preventivamente essere a conoscenza, riduce al minimo la possibilità di fenomeni di corruzione, di inquinamento e di interferenze delinquenziali nelle vendite;
  • di chiarezza delle informazioni:le aste dismissive sono pubblicizzate su quotidiani e siti web e la documentazione che riguarda gli immobili, preventivamente verificata ed eventualmente completata dal notaio incaricato, è a disposizione degli interessati che possono controllare anticipatamente lo stato di fatto e di diritto di ciò che andranno ad acquisire.
  • di semplificazione commerciale:rispetto agli acquisti effettuati da soggetti privati, le vendite effettuate a seguito di aste dismissive hanno per legge agevolazioni di carattere urbanistico in quanto, nella maggior parte dei casi, permettono all’acquirente di presentare, successivamente alla sottoscrizione dell’atto di compravendita, entro una tempistica prestabilita, delle domande di sanatoria specifiche volte a regolarizzare eventuali difformità presenti rispetto all’originario progetto di costruzione.

 

Contattatemi per approfondire l’argomento Aste e, perché no, effettuare insieme una piacevole operazione immobiliare che incrementerà le vostre disponibilità economiche o garantirà ai vostri figli un capitale capace di mantenere nel tempo un adeguato valore di mercato.

 

Locazioni residenziali. Come trovare il vostro inquilino ideale

LOCAZIONI RESIDENZIALI. TROVARE IL VOSTRO INQUILINO IDEALE

Nel corso della mia attività lavorativa e, soprattutto con il fatto di aver fidelizzato nel tempo numerosi clienti che mi hanno incaricato di seguire i loro immobili residenziali da destinare ad una costante locazione, ho potuto mettere a punto quegli aspetti che ad oggi ritengo fondamentali per andare ad intercettare l’inquilino ideale in ogni singolo e specifico caso e, pertanto, per ciascuna
unità immobiliare in base alle proprie caratteristiche.

Ho notato che, in molti casi, le agenzie immobiliari non danno il giusto peso alle locazioni, soprattutto per quelle che hanno canoni mensili non particolarmente elevati, pensando che, proporzionatamente al compenso percepito per l’intermediazione svolta, generalmente,
rappresentato da una mensilità + Iva da ciascuna delle Parti o dal 10% del canone annuo nella migliore delle ipotesi, non valga la pena disperdere un tempo notevole per individuare gli inquilini idonei per ciascun immobile gestito, per verificare le loro caratteristiche reddituali e personali, nonché assumersi le responsabilità della scelta sottoposta al proprietario/locatore
che dovrà rivelarsi valida per tutta la durata del rapporto locativo.

Ed è proprio da queste considerazioni che scaturisce la fretta nel voler concludere la locazione con il primo cliente che detiene caratteristiche “sufficienti” a giustificare l’indurre il proprietario ad accettare la proposta ricevuta.

La passione che giornalmente alimenta lo svolgimento della mia attività lavorativa, mi ha spinto, proprio a seguito di quanto appena espresso, ad utilizzare le locazioni per conquistare e fidelizzare entrambe le Parti guardando al futuro e non all’immediato guadagno, puntando sul fatto che, non avendo limiti di zona nella mia operatività, queste possano nel tempo effettuare operazioni di compravendita o, segnalarmi, ad amici e conoscenti essendo rimasti soddisfatti per il buon lavoro svolto e le attenzioni applicate in una “banale” locazione.

Questa mia considerazione, ad oggi posso dire che ha sempre pagato e, continua a farlo!

Indubbiamente, a differenza di altri, la dedizione e l’impegno da me profusi nelle locazioni sono decisamente maggiori. Mi concentro prevalentemente, oltre che sull’aspetto economico/reddituale del futuro Conduttore, su quelli che caratterizzano la sua vita (datore e luogo di lavoro, indipendentemente dal tipo contratto attualmente in essere, a tempo determinato o indeterminato che sia, genitori ed occupazioni dei medesimi, se ancora in attività o livello di pensionamento oltre alle sensazioni umane trasmesse). Se il nuovo Conduttore sarà costituito da una coppia, le mie indagini saranno …. raddoppiate!

Praticamente sono ormai divenuto anche uno psicologo!

Oltre a tutto ciò che riguarda le caratteristiche e la valutazione del Conduttore, dobbiamo parlare anche dell’abitazione da dover locare e, anche per quanto riguarda questo argomento c’è parecchio da dire!
Ci sono purtroppo molti proprietari che detengono abitazioni trascurate, con impianti datati assolutamente non a norma e rischiosi per chi le andrà ad abitare, con mobilia, anche se di buona qualità, risalente agli anni ’70, se siamo fortunati, con cucine al proprio interno che, con molta buona volontà, definirei “vintage” e, che pretendono di andare ad intercettare una bella coppia iovane di sani principi, con ottime remunerazioni, non possessori di animali e, magari, con un bambino piccolo che faccia presagire una permanenza duratura nella casa senza procurare mancati pagamenti!!!

Ed è qui che deve entrare in scena la qualità dell’agente immobiliare, con la sua lealtà di giudizio, la sincerità nel trasmettere i giusti consigli che possano prevedere di indurre la proprietà ad effettuare i necessari ed indispensabili interventi nell’abitazione atti a garantirgli una serena locazione e, perché no, in caso in caso di mancata buona volontà a renderla, con un piccolo investimento, idonea ad una corretta e soddisfacente fruizione del conduttore, a rinunciare all’incarico di mediazione.

Per ciò che concerne i consigli su quali siano gli interventi da fare mi, riservo, evitando di dilungarmi ulteriormente, di scrivere in futuro qualcosa sull’argomento; anche perché, questi si diversificano dal tipo di immobile (bilocale, trilocale ecc.), nonché dalle esigenze temporali locative della proprietà da far coincidere con i tipi di contratto applicabili.

L’applicazione di tutti questi accorgimenti nelle locazioni, mi hanno permesso fino ad oggi di scongiurare insolvenze ed insoddisfazioni, di generare piacevoli rapporti fra proprietari ed inquilini oltre a confermarmi che la strada intrapresa in questo segmento del settore immobiliare ormai è sicuramente quella giusta.

Acquisto condizionato da concessione mutuo

LA PROPOSTA DI ACQUISTO CONDIZIONATA ALLA CONCESSIONE DEL MUTUO

Purtroppo, devo constatare, confrontandomi con altri miei colleghi, che sta diventando abituale, da parte dei clienti, chiedere, al momento di sottoscrivere una proposta di acquisto, di inserire una clausola sospensiva, risolutiva della medesima proposta, qualora non venga concesso il mutuo necessario al saldo prezzo dell’immobile oggetto di acquisto.

Vorrei entrare nello specifico di questo ricorrente confronto tra mediatore e potenziali acquirenti, per far capire che l’inserimento di questa clausola, molto spesso inserita forzosamente senza una valida motivazione, non fa altro che impedire di portare a termine un acquisto tanto desiderato.

Il mio consiglio, per coloro che vogliono acquistare un immobile attraverso l’erogazione di un mutuo, è quello di approfondire e far valutare accuratamente, possibilmente attraverso un mediatore creditizio o Broker che dir si voglia, poiché molti Istituti di Credito operano ormai esclusivamente on line, la propria possibilità di accedere al finanziamento, che entità di rata si è in grado di pagare in base alla durata prescelta del mutuo, se sarà necessario far intervenire garanti, valutare in che misura la percentuale di intervento inciderà sul prezzo di acquisto, che tipo di mutuo scegliere (fisso, variabile, con Cap per limitare l’innalzamento della rata nel tempo, ecc.) e, prendere cognizione delle variazioni dei tassi d’interesse in base alla scelta definitiva effettuata.

Dopo aver ricevuto questo tipo di analisi personale da uno o più Broker, ed aver effettuato simulazioni con diversi Istituti di Credito, ritengo che possiate essere certi di che tipo di mutuo possiate richiedere e non avere dubbi sul fatto che vi sia erogato.
Mi permetto di farvi presente che richieste di mutuo per un valore superiore ad un 80% del prezzo di acquisto, complicano, nella maggior parte dei casi, le trattative con i venditori che non riescono più ad avere una caparra confirmatoria che permetta loro di procedere ad un acquisto conseguenziale, oltre ad essere di per sé, pratiche obbligate a seguire un certo iter in cui, il Broker, ha molte poche possibilità di poter incidere con il proprio operato.

A questo punto, se avete ottenuto le vostre certezze e siete convinti di essere in grado di accedere al vostro mutuo, perché condizionare la proposta di acquisto al buon fine della concessione?

Se la sospensiva è limitata ad un tempo 15/20gg, necessari al Broker per presentare all’Istituto mutuante prescelto la proposta di acquisto accettata dalla Parte Venditrice ed ottenere la cosiddetta delibera reddituale definitiva, ciò ha un senso ma, prolungarla nel tempo, costringerà semplicemente l’agente immobiliare che sta mediando il vostro accordo di vendita, nei rispetti della proprietà, a non interrompere le visite sull’immobile ed a sciogliere il legame che vi lega, restituendovi l’assegno non incassabile depositato, nel momento in cui subentri un nuovo proponente che, non ponga condizionamenti per l’acquisto certo della propria capacità reddituale per l’accesso ad un eventuale mutuo per il saldo prezzo della compravendita.

Pertanto, pensateci bene e, ottenete certezze da un bravo Mediatore Creditizio prima di sottoscrivere una proposta di acquisto in modo tale che, una volta ottenuta l’agognata accettazione da Parte Venditrice, possiate cominciare a sentire veramente più vicina la realizzazione del vostro sogno chiamato: CASA.

Per qualsiasi vostra necessità volta a sciogliere dubbi o criticità scaturite nelle vostre operazioni commerciali, ed in particolare per quanto sopra espresso, potete contattarmi privatamente. Sarà un piacere mettere a vostra disposizione la mia esperienza professionale.

Bonus ristrutturazioni interne

Tralasciando i bonus inerenti le facciate e quant’altro relativo alle parti comuni dei fabbricati, con il contenuto del presente articolo, mi permetto di trasmettervi, nel modo più semplice e conciso, un chiarimento per quelli relativi alle ristrutturazioni interne che, in numerosi casi, necessitano le abitazioni di recente acquisto o vissute da molti anni.

Con l’approvazione del Decreto Rilancio, è stato introdotto il cosiddetto Bonus Ristrutturazione che, grazie alla Legge di Bilancio 2022 è stato esteso fino al 31 dicembre 2024 e, che permette una detrazione del 50% , del costo dei lavori effettuati, sull’IRPEF.

Pertanto, su tutte le spese che riguardano la propria ristrutturazione, l’Agenzia delle Entrate renderà la metà dei costi sostenuti, scalandoli dalle tasse nei successivi 10 anni dagli interventi, come indicato sul sito: www.agenziaentrate.gov.it.

In pratica, se ad esempio si effettua una ristrutturazione di 20 mila euro, l’Agenzia delle Entrate scalerà dalle tasse mille euro per ogni anno per 10 anni fino a raggiungere la somma di 10 mila euro, pari, cioè, alla metà dell’importo iniziale sostenuto.

La spesa massima detraibile è di 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare, il ché significa che, se si dovesse spendere una cifra maggiore, su quella spesa eccedente non si otterrebbe alcun beneficio ma, in questo caso, si potrebbero considerare i massimali di spesa per il risparmio energetico, che variano in base alla tipologia di intervento.

Preferisco fare, per non costringervi ad una lettura troppo prolungata e dedicare all’argomento eventualmente un nuovo blog specifico, semplicemente un accenno alle due interessanti alternative, introdotte nel 2020, alla detrazione di cui sopra.

La prima è la cessione del credito, che vi permette, invece di far trascorrere dieci anni per recuperare la metà di quanto speso per i lavori sostenuti, di trasferire il credito a vantaggio di un Istituto bancario o Finanziario, il quale provvederà a restituirvi una somma inferiore al 50% in conseguenza degli interessi trattenuti dai predetti Istituti e, quantificando il totale in un 40/45% del dovuto.

La seconda possibilità è rappresentata dallo sconto in fattura, che vi permetterebbe di trasferire il vostro credito, anziché agli Istituti di bancari o finanziari, direttamente all’Impresa da voi prescelta per l’effettuazione dei lavori di ristrutturazione (e qui mi permetto di suggerire una attenta valutazione dei requisiti di coloro che si proporranno per richiederne l’appalto!!!) o, ai fornitori dei materiali che verranno utilizzati nel cantiere.

Chi può detrarre il bonus ristrutturazione?
E’ importante sapere che il bonus per la ristrutturazione di appartamenti può essere portata in detrazione da: proprietari o conviventi, titolari della nuda proprietà o di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), da Conduttori, familiari residenti nell’unità immobiliare, da imprenditori individuali, lavoratori autonomi e professionisti con Partita Iva e, società semplici (non di beni strumentali o merce).

Il bonus ristrutturazione rientra, quindi, a pieno diritto tra i bonus casa 2022, che mira ad incentivare la “transazione green” con interventi ad alto risparmio energetico.

Che tipo di interventi si possono effettuare?
Per rendervi facilmente comprensibile la risposta a questa domanda, posso dirvi che, qualsiasi lavoro deciderete di effettuare nella vostra abitazione, ricadrà in una delle seguenti categorie di interventi:

Manutenzione ordinaria, che riguardano gli interventi di edilizia più semplici, rivolti alle opere di riparazione, rinnovamento e, relativi alla sostituzione di elementi facenti parte delle rifiniture dell’unità immobiliare. E’ importante però sapere che, ad esempio, il rifacimento delle pavimentazioni, la tinteggiatura delle pareti o la sostituzione dei sanitari, rientrano nella manutenzione ordinaria a condizione che vengano effettuati, su appartamenti di uso esclusivo e, contestualmente ad un intervento di cosiddetto “livello superiore”;

Manutenzione straordinaria, che riguarda la creazione, lo spostamento o demolizione di muri, portanti e non portanti, la realizzazione di servizi igienici o il rifacimento degli impianti, elettrico, idrico, del gas, del riscaldamento e della climatizzazione, di videosorveglianza, citofonico e fognario, nonché la sostituzione di caldaie ed il frazionamento o fusione di due o più unità abitative;

Restauro e risanamento, lavori per i quali si fa riferimento ad aperture, chiusure, spostamento o ampliamento di porte e finestre e, realizzazioni di nuovi vespai aerati;

Ristrutturazione edilizia, che si rivolge alla demolizione e ricostruzione di cespiti immobiliari, ad esclusione di quelli di nuova costruzione, oltre alla conversione di soffitte in mansarde, di balconi in verande, rifacimenti di solai e tetti o, rimozioni di amianto presente ancora in molte coperture.

Concludo il presente articolo rammentandovi che, relativamente alle agevolazioni fiscali legate al mondo dell’edilizia, anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è stato prorogato fino al 31/12/2024.

Per questo tipo di Bonus è prevista una detrazione al 50% che si applica, in particolare per ciò che concerne gli elettrodomestici, esclusivamente alla presenza di determinate condizioni prevalentemente legate alla classe energetica dei medesimi.

Si aprono nuoni scenari nel settore immobiliare con il nuovo governo

Prendo spunto da un intervista interessante rilasciata da Bruno Vettore ad Idealista/news, per fare un conciso Focus sul mercato immobiliare italianosottoposto in questo momento a correnti contrastanti che daranno probabilmente vita a un nuovi scenari nell’ambito del numero e prezzi delle compravendite, erogazioni di mutui per l’acquisto principalmente della prima casa, nonché per i bonus, in particolare, rivolti alle ristrutturazioni interne delle abitazioni. 

L’aumento dei tassi di interesse, l’inflazione, la vittoria del centrodestra alle recenti elezioni politiche, sono eventi che avranno ripercussioni a lungo termine sulle politiche per la casa e su quanto ruota intorno ad essa.
 
L’impatto del nuovo governo sul mercato immobiliare, potrebbe rivelarsi piuttosto interessante e positivo poiché nel programma del centrodestra è indicato in maniera esplicita il potenziamento delle agevolazioni per l’accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie. Altri riferimenti vantaggiosi per il mondo casa sono presenti nei programmi dei singoli partiti della coalizione destinata a governare, che sembra voler aumentare le risorse al Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie di lavoratori precarie e, scongiurare nuove tasse sulla prima casa e sui primi 100.000 euro per l’acquisto della stessa. Tutto ciò sembra essere indubbiamente favorevole al mercato immobiliare e, stimolerebbero in modo importante in particolare i giovani a procedere negli acquisti delle prime abitazioni piuttosto che vedersi destinati a locazioni insicure per il loro futuro. 
 
Per ciò che concerne le compravendite immobiliari e l’andamento dei prezzi, con particolare riferimento al mercato residenziale in Italia, quello che già sto constatando e che mi aspetto si confermi a seguito dell’ aumento dei tassi di interesse Bce, è una stabilizzazione dei valori delle unità immobiliari, più che un calo, ed una maggiore attenzione e valutazione da parte dei potenziali acquirenti negli investimenti da effettuare. Gli immobili di pregio rimangono un settore di nicchia a parte rispetto al mercato “reale” che coinvolge il 95% delle abitazioni. I prezzi, che ci stavano dando segnali di un leggero costante aumento, sono abbastanza convinto che si stabilizzeranno e, pertanto, più che parlare di un calo delle quotazioni, direi che prevedo un rallentamento del loro innalzamento.
 
Relativamente ai tassi di interesse sui mutui, che in questo periodo stanno avendo un risvolto psicologico pesante sul mercato, mi sento comunque di far presente che, per ora, le condizioni sono ancora piuttosto favorevoli. Abbiamo mutui a tasso variabile compresi tra l’1,5 e l’1,75 % e, fissi tra il 3 ed il 3,50% che, malgrado essere senza dubbio in rialzo, non raggiungono quelli allarmistici e che imporrebbero interventi correttivi da parte dello Stato. 
Inoltre, faccio notare che, nonostante l’aumento dei tassi d’interesse della Bce, la politica di offerta delle banche non sta cambiando ed i criteri per la concessione dei mutui ipotecari non hanno subito variazioni. 
Questo perché, in realtà, a parità di affidabilità dei clienti, se i tassi di interesse salgono, le banche guadagnano maggiormente in conseguenza dell’aumento dello spread, che si alza all’alzarsi dei tassi di riferimento dei mutui. 
 
Il consiglio che mi sento sicuramente di dare, è quello di tutelarsi creando una forma di paracadute alle eventuali impreviste uscite dovute all’innalzamento delle rate di mutuo attraverso un prodotto come il Variabile con Cap che, anche se leggermente più costoso rispetto a quello puro, vi tutela da impennate oltre la soglia prevista e concordata in contratto.
Concludo riservandomi, per non prolungarmi eccessivamente, di dedicare un nuovo approfondimento sui bonus, in particolare relativi ai vantaggi per le ristrutturazioni interne delle vostre nuove abitazioni, in attesa di capire le linee guida che detterà al proposito il nuovo Governo.