IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE

IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE

Dopo avervi parlato, nell’ultimo articolo, di fondi immobiliari, che già da oltre un ventennio permettono, attraverso quelli di tipo retail, anche a privati di investire capitali contenuti per acquistare, gestire e valorizzare beni immobili, oggi vi parlo di Crowdfunding Immobiliare che, negli ultimi anni, sta decisamente rivoluzionando il modo di investire nel mercato, offrendo un’alternativa accessibile anche a chi non dispone di grandi capitali o non desidera intestarsi un immobile. Questa forma d’investimento permette di partecipare a progetti ed operazioni immobiliari con un capitale ridotto, distribuendo i rischi e diversificando il proprio portafoglio.

In cosa consiste il Crowdfunding Immobiliare?
È un sistema di finanziamento collettivo che permette a più investitori di contribuire economicamente alla realizzazione di un progetto o alla finalizzazione di una singola operazione immobiliare. In cambio si ricevono i profitti generati dalle vendite o dalle locazioni degli immobili proporzionatamente agli importi investiti.
Esistono due principali tipologie di crowdfunding immobiliare:

  • Equity crowdfunding: dove gli investitori acquistano quote della società proprietaria dell’immobile e partecipano agli utili;
  • Lending crowdfunding: in cui gli investitori prestano il loro denaro agli sviluppatori immobiliari, per poi ricevere un interesse sul capitale investito.

Quali sono i vantaggi del Crowdfunding Immobiliare? 

Indubbiamente questo tipo d’investimento offre numerosi vantaggi rispetto all’acquisto diretto di un immobile:

  • Accesso a investimenti con capitale ridotto: è possibile iniziare con importi contenuti, spesso a partire da poche centinaia di euro;
  • Diversificazione del rischio: investire in più progetti riduce il rischio legato all’andamento di una singola operazione;
  • Semplicità di gestione: non è necessario occuparsi direttamente della manutenzione o della gestione dell’immobile acquistato;
  • Maggiore liquidità: rispetto all’acquisto di un immobile, gli investimenti in Crowdfunding hanno solitamente orizzonti temporali decisamente più brevi.

Come iniziare ad investire nel Crowdfunding Immobiliare? 
Per chi è interessato a questa forma di investimento, è importante seguire alcuni passaggi fondamentali:

  1. Scegliere una piattaforma affidabile: esistono diverse piattaforme di Crowdfunding Immobiliare regolamentate, sia italiane che internazionali. È fondamentale verificare la trasparenza e la reputazione del servizio;
  2. Analizzare i progetti disponibili: valutare attentamente il tipo d’investimento e la tipologia di immobile su cui è orientato, la zona, il piano di sviluppo e il rendimento previsto;
  3. Diversificare gli investimenti: a secondo del capitale di cui si dispone, distribuirlo su più progetti o singole operazioni per ridurre il rischio;
  4. Monitorare l’andamento degli investimenti: molte piattaforme offrono report dettagliati sullo stato di avanzamento dei progetti e sui rendimenti attesi.

Quali sono i rischi del Crowdfunding Immobiliare? 
Come ogni forma di investimento, anche il Crowdfunding Immobiliare comporta alcuni rischi:

  • La possibilità di avere un disatteso rendimento: causato dal verificarsi di un evento che condiziona l’andamento del mercato e l’interesse di coloro che sono destinati, attraverso un acquisto o una locazione a generare i profitti. Non è indubbiamente facile per gli sviluppatori garantire i guadagni;
  • Rischio di insolvenza degli sviluppatori: se il progetto non venisse completato nei tempi previsti o bloccato per il subentrare di problematiche burocratiche legate ad aspetti di tipo urbanistico, ambientale, vincoli da superare ecc. e, gli sviluppatori non fossero in grado di sostenere eventuali nuovi esborsi economici per il buon fine dell’operazione, gli investitori potrebbero subire perdite;
  • Limitata liquidità: a differenza di altri investimenti, in caso di necessità di tornare in possesso delle somme investite, non sempre è possibile vendere rapidamente la propria quota di partecipazione nel progetto o nella singola operazione commerciale.

In conclusione:
il Crowdfunding Immobiliare rappresenta sicuramente una soluzione innovativa per chi vuole investire nel nostro settore somme anche molto contenute e generare proporzionati guadagni. In relazione a tutto quanto predetto sul Crowdfunding Immobiliare, devo dire che spesso mi trovo ad effettuare attente valutazioni immobiliari ed a fornire consigli preventivamente ad operazioni di acquisto sia in asta che sul mercato libero per conto di gruppi di investitori che hanno deciso di unire i loro capitali per poi procedere, nel caso di buon fine dell’operazione commerciale, alla rivendita del bene o, in alcuni casi, delle porzioni immobiliari scaturite dal frazionamento di immobili con
superfici particolarmente ampie.
L’essere prescelto per ottenere determinate certezze prima di lanciarsi in un’operazione immobiliare, è per la mia persona una conferma di fiducia per quanto di buono fatto nell’arco della mia vita professionale che oramai supera abbondantemente il trentennio.

Sono a vostra disposizione per consigliarvi l’ingresso in qualche forma di Crowdfunding Immobiliare, anche e soprattutto con importi contenuti, perché magari sarò io attraverso la vendita degli immobili acquisiti a generare i vostri profitti.

FONDI IMMOBILIARI – INVESTIMENTI DI SEMPRE MAGGIOR INTERESSE

FONDI IMMOBILIARI – INVESTIMENTI DI SEMPRE MAGGIOR INTERESSE

Molto spesso sentiamo parlare di Fondi Immobiliari, società di capitali che si occupano della loro gestione (SGR) e professionisti di spicco, esperti del mondo finanziario, che in qualità di Amministratori Delegati ne sono a capo. L’interesse crescente verso questo tipo di investimento, che attrae capitali e permette di diversificare il rischio, sta contribuendo ad una trasformazione del mercato immobiliare dimostrandosi un pilastro fondamentale per la crescita del settore del Real Estate.

Ma in cosa consistono questi Fondi Immobiliari?

I fondi immobiliari sono strumenti di gestione collettiva del risparmio che raccolgono capitali dainvestitori privati e istituzionali per acquistare, gestire e valorizzare beni immobili. Questi fondi consentono anche a piccoli risparmiatori di accedere a un mercato che, in molti casi, sarebbe altrimenti riservato a grandi investitori. Presente in Italia dal 1998 questa tipologia di fondi, data la
propria capacità di conservare valore attraverso il passare del tempo, rappresenta un’interessante alternativa agli investimenti di tipo tradizionale, soprattutto in quelle fasi di mercato in cui la riduzione progressiva dei tassi d’interesse rende attraente investire in immobili.
I fondi immobiliari investono il patrimonio in misura non inferiore ai due terzi in immobili, diritti reali e partecipazioni in società immobiliari; sono cosiddetti “chiusi”, poiché prevedono un diritto al rimborso della quota sottoscritta solo ad una certa scadenza anche se, con il DL n.351 del 2001 e il DM n. 47 del 2003 è stata in seguito introdotta la possibilità di emissioni successive di quote e rimborsi anticipati per aumentare la liquidabilità del fondo.

I fondi immobiliari sono classificati in base ai soggetti ai quali si rivolgono.

Ne esistono due principali tipologie:
1. Fondi retail, pensati per il pubblico privato, che garantiscono maggiore accessibilità attraverso investimenti di importi minimi ridotti;
2. Fondi riservati, destinati a investitori istituzionali, che gestiscono patrimoni di dimensioni considerevoli con un focus su strategie a lungo termine.

Si differenziano fra loro per le modalità di acquisizione degli immobili ed alla politica d distribuzione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione). Le durate generalmente possono variare dai 10 ai 30 anni.

L’impatto dei fondi immobiliari sul mercato

Negli ultimi anni, i fondi immobiliari hanno giocato un ruolo chiave nello sviluppo del settore immobiliare, sia in termini di crescita economica sia di rigenerazione urbana. Grazie alla loro capacità di attrarre capitali esteri e mobilitare ingenti risorse, sono diventati uno strumento essenziale per finanziare grandi progetti infrastrutturali ed immobiliari. Molti interventi di riqualificazione urbana, come la rigenerazione di aree industriali dismesse o lo sviluppo di complessi residenziali di nuova generazione, si sono resi possibili e lo saranno anche in futuro grazie all’intervento diretto di fondi immobiliari.

Vantaggi e svantaggi

Il principale vantaggio legato a queste tipologie d’investimento è per il cliente quello di entrare in possesso di un nuovo strumento rispetto a quelli tradizionali (fondi comuni, obbligazioni, polizze, azioni ecc.) di medio e lungo termine, legato agli immobili, non coperto da quelli già presenti e non condizionato da altri indici di mercato. Lo svantaggio è invece costituito dal fatto che il fondo immobiliare è proiettato su un periodo di medio e lungo termine ed andrebbe quindi, almeno in teoria, acquistato in sede di emissione e conservato fino a scadenza per non rischiare di trovarsi costretti, dovendo necessariamente liquidizzare anzitempo la propria quota d’investimento e trovare in breve tempo una controparte disposta all’acquisto (se il fondo immobiliare non è tra quelli quotati in borsa rendendo più facile la negoziazione) accontentandosi spesso di somme inferiori a quelle previste a scadenza.

Il futuro dei fondi immobiliari

Con l’evoluzione delle dinamiche di mercato e l’aumento delle esigenze legate alla sostenibilità, i fondi immobiliari continueranno a essere protagonisti a mio parere del settore del Real Estate attraverso progetti legati alla transizione energetica, allo sviluppo di smart city ed alla rigenerazione urbana.

Esperti consulenti specializzati nell’ambito dei fondi immobiliari sono disponibili per fornire approfondimenti, chiarimenti e consigli in particolare per ciò che concerne gli investitori privati. Sono a vostra disposizione per l’eventuale individuazione di tali professionisti.

LEASING IMMOBILIARE

  1. Leasing immobiliare: opportunità strategica per il mercato corporate

    Il mercato immobiliare corporate sta vivendo un momento di forte crescita trainato da un aumento delle compravendite di capannoni, spazi commerciali ed uffici.

    Questa realtà ci evidenzia un profondo cambiamento in atto per ciò che concerne il modo in cui le aziende intendono immaginare e gestire i propri spazi rispetto al passato. Indubbiamente il lavoro agile ha contribuito a spingere molte imprese a ripensare le loro esigenze per quanto riguarda i propri ambienti lavorativi, in particolar modo relativamente agli uffici, favorendo l’adozione di spazi più collaborativi e adattabili.

    In conseguenza di questa premessa il leasing immobiliare si sta affermando come una delle soluzioni più interessanti nei settori della logistica e del retail concedendo opportunit ad aziende e professionisti desiderosi di acquisire capannoni, uffici e negozi senza
    dover sostenere l’immediato onere finanziario dell’acquisto.
    Questo strumento, già molto utilizzato in altri settori come quello automobilistico, sta guadagnando sempre più terreno anche nel settore immobiliare, aprendo nuove opportunità per lo sviluppo del mercato delle compravendite corporate.

    Entriamo nello specifico.
    Cos’è il leasing immobiliare?
    Il leasing immobiliare è un contratto attraverso il quale una società di leasing acquista un immobile per conto di un’azienda o di un professionista, concedendoglielo in uso per un periodo di tempo concordato.
    Durante la durata del contratto, il conduttore paga un canone periodico e, al termine, può decidere se riscattare l’immobile, acquistandolo a un prezzo prestabilito, o restituirlo alla società di leasing.

    Questo strumento consente di accedere a immobili strategici per lo sviluppo delle attività senza dover immobilizzare grandi somme di capitale, garantendo flessibilità e vantaggi fiscali.

    Quali sono i vantaggi del leasing immobiliare?
    1. Ottimizzazione della liquidità aziendale: con il leasing immobiliare, le aziende possono mantenere una maggiore liquidità, destinando le risorse finanziarie ad altre aree critiche del business, come l’innovazione o l’espansione commerciale;
    2. Flessibilità contrattuale: il leasing consente di adattare le condizioni del contratto alle esigenze dell’azienda, come la durata, l’entità del canone e l’opzione di riscatto finale;
    3. Accesso immediato a immobili strategici: uffici moderni, capannoni logistici o negozi in posizioni centrali diventano accessibili anche per imprese che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di sostenerne l’acquisto diretto;
    4. Vantaggi fiscali: i canoni di leasing sono generalmente deducibili, permettendo alle aziende di ridurre l’impatto fiscale e migliorare la gestione dei costi;
    5. Sviluppo del mercato corporate: il leasing immobiliare stimola il settore delle compravendite corporate, creando opportunità sia per gli investitori che per  proprietari immobiliari che desiderano valorizzare il proprio patrimonio.

Perché il leasing immobiliare è sempre più ritenuto una risorsa per il mercato delle compravendite corporate?

Il leasing immobiliare rappresenta una soluzione vincente per tutti gli attori del mercato immobiliare corporate:

  •  per le aziende, alle quali consente di espandersi rapidamente, accedendo a spazi adeguati alle proprie necessità operative e logistiche;
  • per gli investitori immobiliari, a cui fornisce un’interessante opportunità per generare ottimi redditi da immobili commerciali senza che debbano assumere particolari rischi e oneri gestionali a lungo termine;
  • per gli agenti immobiliari, il leasing offre a me ed ai miei colleghi, nuove possibilità di intermediazione in un mercato come quello corporate, in forte espansione, offrendoci l’opportunità di specializzarci in un settore diverso da quello residenziale e permettendoci di favorire la dinamicità del mercato.

Nuove sfide ed opportunità per il settore immobiliare che possono coinvolgerci

Nonostante i vantaggi evidenti, il leasing immobiliare presenta alcune sfide che il mercato deve affrontare:

  •  la necessità di una maggiore consapevolezza tra aziende e professionisti sui benefici di questa soluzione;
  • la collaborazione tra società di leasing, proprietari immobiliari ed agenti per creare offerte competitive e personalizzate.

Per superare queste barriere, gli operatori del settore immobiliare possono giocare un ruolo chiave, offrendo consulenze mirate e collaborando con istituti finanziari per promuovere il leasing immobiliare come una risorsa strategica.

In conclusione:

il leasing immobiliare rappresenta e rappresenterà sempre più una leva fondamentale pe lo sviluppo del mercato delle compravendite corporate, offrendo soluzioni flessibili e vantaggiose sia per le aziende che per gli investitori. Capannoni, uffici e negozi diventano accessibili anche per quelle imprese che vogliono crescere senza rinunciare alla liquidità.

Per gli agenti immobiliari, cogliere le opportunità legate a questo nuovo importante strumento di acquisto, significa posizionarsi come consulenti strategici in un mercato in evoluzione favorendo l’incontro tra domanda e offerta contribuendo congiuntamente a stimolare la crescita del settore immobiliare corporate.

Approfondirò sicuramente le mie competenze al riguardo curioso e voglioso di rendermi utile con la mia esperienza anche in questo ambito.

BONUS 2025

BONUS 2025
Con l’avvicinarsi della fine dell’anno 2024 in corso, mi sembra interessante, prendendospunto da un articolo apparso a metà di novembre sulla piattaforma AlleaRe che offreservizi nell’ambito del settore immobiliare, proporvi un approfondimento su cosa ci riserverà il 2025 per quanto concerne i “bonus casa” in conseguenza delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio che si pone obiettivi che spaziano dal miglioramento energetico alla riduzione delle barriere architettoniche ed al sostegno per i giovani nell’acquisto della prima casa.

Diamo alcune delucidazioni più dettagliate al riguardo:

-Bonus ristrutturazione 2025
Il Bonus ristrutturazione, una delle agevolazioni più apprezzate, conferma la detrazione al 50% per i lavori su prime case, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare.
Per le seconde case, l’aliquota si riduce al 36%, con un tetto di spesa di 48.000 euro. Dal 2026, ulteriori riduzioni porteranno la detrazione al 36% per le prime case e al 30% per le seconde; si rende pertanto cruciale e consigliabile pianificare gli interventi di ristrutturazione per beneficiare delle aliquote più vantaggiose nel 2025.

-Ecobonus: incentivi per l’efficienza energetica
Anche l’Ecobonus subirà variazioni: la detrazione per interventi di efficientamento energetico sarà del 50% sulle prime case, con il 36% per le seconde. Questa modifica, rispetto alle precedenti aliquote che andavano dal 50% al 75%, è pensata per incentivare lavori sulle abitazioni principali, sostenendo l’abbattimento dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. Dal 2026 le aliquote scenderanno ulteriormente, rendendo il 2025 un anno propizio per chi intende effettuare questi interventi.

-Sismabonus 2025
Il Sismabonus conferma l’importanza della messa in sicurezza degli edifici, proponendo una detrazione del 50% per le prime case e del 36% per le seconde. Il 2025 rappresenta quindi un’opportunità per eseguire interventi di miglioramento sismico e proteggere il valore degli immobili. Dal 2026, come per altri bonus, le aliquote saranno riviste al ribasso stimolando ad effettuare gli interventi programmati nel prossimo anno.

-Bonus mobili ed elettrodomestici
Ci sono sicuramente buone notizie per chi desidera arredare la propria abitazione! Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici mantiene una detrazione al 50% fino a 5.000 euro di spesa per chi ha effettuato ristrutturazioni. Per accedere all’agevolazione è richiesto che i lavori siano iniziati entro l’anno precedente all’acquisto dei beni con pagamenti effettuati attraverso metodi tracciabili. La detrazione sarà suddivisa in dieci quote annuali, soluzione conveniente per chi pianifica interventi di rinnovo e design domestico.

-Bonus barriere architettoniche 2025
Viene riconfermato anche il Bonus barriere architettoniche, che permette di detrarre il 75% delle spese per l’installazione di rampe, ascensori e altri dispositivi utili a migliorare l’accessibilità degli edifici. Questa agevolazione offre un sostegno importante per le persone con difficoltà motorie e viene ripartita in cinque rate annuali, agevolando l’accesso a soluzioni architettoniche inclusive e moderne.

-Superbonus 2025: riduzioni e nuove condizioni
Nel prossimo 2025, il Superbonus subisce una significativa trasformazione, con la detrazione ridotta al 65% per lavori di miglioramento energetico e sismico. Per ottenere l’agevolazione, sarà necessario che i lavori siano stati avviati con pratica edilizia denominata CILA entro ottobre 2024. Inoltre, non sarà più possibile usufruire dello sconto in fattura o cessione del credito rendendo la detrazione in dichiarazione dei redditi l’unica opzione di fruizione.

-Agevolazioni Mutui per Giovani Under 36
In ultimo, la Legge di Bilancio prolunga fino al 2027 le agevolazioni sui mutui per gli under 36. Grazie al Fondo di Garanzia Prima Casa, i giovani potranno contare su una copertura parziale del mutuo, facilitando l’acquisto della prima abitazione in un contesto in cui l’accesso al credito può essere una sfida.

Questi bonus offrono sicuramente un ventaglio di opportunità per chi vuole migliorare la propria abitazione o investire in un nuovo acquisto, mantenendo alta l’attenzione sui temi dell’efficienza, della sicurezza e dell’accessibilità.

Mi auguro vi sia stata utile questa sintetica panoramica sui bonus di cui potremo usufruire nel 2025 e mi permetto di rammentarvi di dotarvi di un Personal Agent di fiducia per le vostre prossime operazioni immobiliari… io lo sono.

LO STUDENT HOUSING A ROMA?

LO STUDENT HOUSING ARRIVERA’ ANCHE A ROMA?

Prendo spunto da un articolo apparso su Monitor Immobiliare.it alcuni giorni or sono per mettere in risalto il grave problema delle locazioni, anche di semplici posti letto, che affliggono gli studenti che frequentano le nostre Università provenienti principalmente
da città e paesi del Centro-Sud ed internazionali.

Sono rimasto colpito e dispiaciuto già da tempo, avendo l’ufficio che utilizzo maggiormente in zona San Paolo a pochi passi dall’Università di Roma Tre, per le difficoltà e la disperazione che esternano giornalmente questi ragazzi, amplificate ancor più in questo periodo che i proprietari prediligono destinare i loro immobili ad attività ricettive in vista del prossimo Giubileo, per non riuscire a reperire un posto letto dove dormire e magari studiare con il PC sulle ginocchia, anche a prezzi elevati e, nella maggior parte dei casi, accettando anche il fatto di non avere alcun tipo di contratto a supporto; è per questo che mi fa piacere evidenziare questo primo importante investimento effettuato a Firenze dalla società Ardian e Rockfield nell’ambito di una strategia che coinvolge l’intera Europa ed i scambi internazionali fra i paesi al suo interno dedicata agli alloggi per studenti.

L’investimento riguarda un immobile cielo-terra di recente costruzione, situato nel quartiere di Novoli a Firenze e vicino al campus di Scienze Sociali dell’Università di Firenze.

Lo studentato, che offre 404 posti letto ed è dotato di spazi comuni come una piscina con solarium, palestra, area lounge, aule studio e una sala cinema, risponde inoltre alla crescente esigenza di soluzioni abitative moderne e sostenibili, valorizzando il contesto locale.

L’immobile, da indagini effettuate, ha già dimostrato un alto tasso di occupazione, vicino al 100%, evidenziando il suo potenziale di crescita e la capacità di soddisfare la crescente domanda del mercato universitario fiorentino.

Firenze accoglie annualmente circa 80.000 studenti, molti dei quali internazionali.
Tuttavia, l’offerta di alloggi in linea con gli standard europei è ancora ridotta.
Questo investimento segna l’inizio della nuova strategia di Ardian e Rockfield, volta a creare un portafoglio di alloggi per studenti in Europa, individuando l‘Italia come uno dei paesi chiave in virtù dell’accertata carenza strutturale di abitazioni per studenti.
È proprio a seguito di ciò che ritengo Roma, come Bologna, realtà che la Ardian e Rockfield non si lascerà sfuggire in futuro e che prenderà seriamente in considerazione per i suoi prossimi investimenti in questo settore grazie anche all’ appoggio fornito da CBRE Investment Management che nel caso di Firenze ha fornito un supporto economico di quasi 800 milioni di euro.

A questo punto mi domando: chissà se le attuali giovani generazioni godranno di questi benefici nella nostra splendida città o saranno costretti ancora a lottare costantemente con realtà speculative che precluderanno loro di crescere culturalmente ed affermarsi nel lavoro con qualche difficoltà e pensiero in meno sotto l’aspetto abitativo?

Mi auguro di cuore che in futuro questi ragazzi, anche unendo le forze sotto l’aspetto economico nella maggior parte dei casi grazie al contributo ed ai sacrifici dei propri genitori, possano utilizzare queste nuove forme d’investimento dedicate e permettere al nostro Paese di elevarsi culturalmente e qualitativamente grazie a loro nei suoi diversi settori, senza dover necessariamente emigrare in altre città europee e statunitensi.

IL GREEN DEAL

IL GREEN DEAL

Si continua a parlare, sulla spinta dell’Unione Europea, di adeguamento del nostro  patrimonio immobiliare alle nuove normative stringenti introdotte attraverso la Direttiva Green che impone agli Stati che ne fanno parte un importante miglioramento del grado di efficienza energetica dei propri edifici e la riduzione dei gas serra.

Prendo spunto da un interessante articolo pubblicato da Bruno Vettore alla fine dello scorso mese di settembre su Dimora Magazine, per sottolineare che, nello specifico, relativamente ad una città storica come Roma, non sarà indubbiamente facile, né possibile più di tanto, intervenire su zone caratterizzate da fabbricati e complessi residenziali risalenti ai primi cinquant’anni del ‘900. Questo perché sento, con discreta continuità, persone non giovanissime preoccuparsi per le loro residenze e giovani titubanti per acquisti da dover effettuare in quartieri caratteristici con elevate quotazioni €/MQ come Garbatella, Testaccio, Trastevere, San Saba o Monteverde Vecchio, a causa dell’avvicinarsi della scadenza del 2030 che impone una elevazione degli standard energetici al patrimonio immobiliare della nostra Nazione.
State tranquilli! I valori in queste zone non subiranno deprezzamenti, anzi, aumenteranno probabilmente ulteriormente nel tempo proprio grazie alla continuità degli investimenti effettuati da acquirenti facenti parte dell’Unione Europea.

Indubbiamente, indipendentemente da quanto riguarda nello specifico l’apporto che fornirà la nostra città, è giusto che il nostro Paese dia un profondo contributo affinché il Green Deal, un piano ambizioso che pone l’accento sulla sostenibilità ambientale e mira a rendere il nostro Continente il primo a impatto climatico zero entro il 2050, abbia successo; a tal proposito è necessario precisare che il settore immobiliare sarà uno dei più colpiti per il raggiungimento di questo importante obiettivo essendo responsabile di circa il 40% del consumo energetico ed il 36% delle emissioni totali nell’UE.

Ed allora? Come sta rispondendo l’Italia a queste nuove sfide?

L’Italia si trova in una posizione particolare, con un patrimonio edilizio tra i più vasti e datati in Europa. Molti edifici sono stati costruiti prima dell’introduzione delle normative stringenti in materia di efficienza energetica, il che rende necessario un intervento su larga scala.
Si stima che tra i 7 e i 9 milioni di fabbricati italiani dovranno essere riqualificati per adeguarsi agli standard energetici previsti dalla Direttiva Green.

Sicuramente una delle principali problematiche è rappresentata dalla svalutazione che subiranno gli immobili inseriti in edifici che non saranno in tempi brevi adeguati, che rimarranno obsoleti e perderanno di valore soprattutto rispetto alle nuove costruzioni che sono già progettate secondo criteri di efficienza energetica avanzata.

È direi quasi scontato, che nel tempo si genererà una probabile naturale divisione tra immobili “green” e quelli meno efficienti, con conseguenze che si ripercuoteranno sui proprietari, nel numero delle compravendite e sui valori immobiliari delle singole abitazioni.

Quali sono gli strumenti che l’Italia ha finora messo a disposizione dei proprietari per facilitare il raggiungimento di un più elevato grado di efficienza energetica dei fabbricati?

Il Governo Italiano ha da tempo introdotto il Superbonus 110%, che ha permesso di finanziare ristrutturazioni volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici; tuttavia, questo strumento ha avuto un impatto limitato (il Veneto è stata la regione che ne ha
maggiormente usufruito anche se con interventi economici tra i più contenuti del Paese) a causa della complessità burocratica e dei continui cambi normativi che hanno reso difficile per molti proprietari e imprese completare i progetti. Le frequenti modifiche alla normativa sui bonus edilizi hanno creato incertezza e portato molte imprese a ritrovarsi in grandi difficoltà e con crediti bloccati, rallentando il percorso verso una transizione energetica sostenibile.

Affinché l’Italia riesca a rispettare gli obiettivi della Direttiva Green, concordando con il parere di Bruno Vettore, ritengo sarà fondamentale semplificare le procedure e garantire una maggiore stabilità normativa se vogliamo rispettare quanto previsto dal Green Deal europeo e far si che, entro il 2030 il patrimonio edilizio italiano raggiunga standard energetici più elevati.

In questo contesto, ci auguriamo anche che le Società costruttrici e le Banche favoriscano i giovani per l’acquisto di nuove unità immobiliari ad alta efficienza energetica e che il Governo Italiano metta sul piatto qualche strumento significativo per sostenere
famiglie con redditi medio-bassi che molto spesso non riescono a sostenere importanti costi di ristrutturazione in abitazioni datate che non hanno mai subito interventi di manutenzione nel corso degli anni, malgrado gli incentivi previsti.

Concludo augurandomi di cuore da italiano che ritiene la casa il principale bene patrimoniale da difendere ed avendo una figlia adolescente, che prosegua, anche con il supporto di una sana Politica, il percorso verso una riqualificazione degli edifici, la modernizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare nazionale e, verso un futuro che garantisca una migliore qualità della vita.

IL PERSONAL AGENT IMMOBILIARE NON MORIRÀ MAI

IL PERSONAL AGENT IMMOBILIARE NON MORIRÀ MAI !!!

Noto ormai con grande continuità, sui più importanti mezzi di comunicazione social, articoli che ci preparano all’invasione dell’Intelligenza Artificiale convinti che, nel settore immobiliare, spazzerà via pian piano la figura umana o ne limiterà notevolmente la sua operatività rendendola sempre più superflua.

Vedo però altresì agenzie immobiliari e strutture che si avvalgono del supporto organizzativo di noti brand del settore, attraverso proclami dei propri titolari, responsabili, agenti e consulenti, esaltare, senza metterne in dubbio la veridicità, i numeri raggiunti in termini di proposte di acquisto raccolte giornalmente, vendite concluse in tempi record grazie anche alla preparazione degli immobili con il
sussidio del cosiddetto Home Staging (ma gli appartamenti sono sempre tutti liberi? Nessuno è abitato da nuclei familiari con bambini che immagino renderebbe decisamente più complicata l’applicazione di questa tecnica reputata così redditizia per i proprietari ai fini del prezzo finale di realizzo?) e fatturati da Guinness dei primati; ma, allora, a breve tutte le figure professionali che rendono possibile tali risultati andranno a scomparire?

Chi raccoglierà le proposte di acquisto?
Chi seguirà le trattative per mediare gli accordi fra le Parti coinvolte?

NON CREDO PROPRIO! CI SARÀ SEMPRE BISOGNO DI NOI PERSONAL AGENT!
A supporto della mia convinzione rilevo dati percentuali importanti, probabilmente ricavati dal lavoro di società specializzate in statistiche attraverso sondaggi e pareri ottenuti da interviste e relazioni intercorse con colleghi e professionisti legati al settore immobiliare, che mettono in forte dubbio il fatto che si POSSA FARE A MENO DI UN BRAVO PERSONAL AGENT DI FIDUCIA quale punto di riferimento di partenza per i proprietari in ciascuna operazione di vendita, mi riferisco in particolar modo al segmento residenziale che seguo principalmente, che coordini un corretto e soddisfacente accordo definitivo per entrambe le Parti, conquistando e rassicurando anche quella acquirente intercettata, in conseguenza di un competente e professionale svolgimento della propria attività di intermediario garantendo loro il buon fine della compravendita con il proprio supporto ed affiancamento fino alla sottoscrizione del rogito notarile in cui ho piacere, personalmente, essere sempre presente.

Inoltre, a seguito dell’introduzione anche delle ulteriori nuove pratiche edilizie utilizzabili attraverso la recente approvazione del Decreto Salva Casa, la figura del PERSONAL AGENT dovrà, a mio avviso, ancor più garantire alle Parti, nelle operazioni di vendita da lui gestite, il supporto di bravi e competenti professionisti per la risoluzione delle problematiche urbanistiche-catastali oltre a quelli abitualmente preposti per la miglior gestione degli immobili (collaboratrice di segreteria per concordare le visite, fotografi, Notai ed avvocati specializzati nel settore immobiliare al bisogno).

Concludo dicendovi che la passione per il lavoro che amo e svolgo da trentaquattro anni continuerà ad essere, mi auguro ancora per parecchio tempo, il sentimento principale che alimenterà la mia voglia di affiancarvi ed essere sempre disponibile a fornire, finché verranno ritenute da voi utili e necessarie, consulenze ed un supporto professionale costante indipendentemente dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale.

IL DECRETO LEGGE SALVA CASA

IL DECRETO LEGGE “SALVA CASA”

Nell’ambito del mio settore è di particolare attualità l’approvazione da parte del Parlamento del testo del DL 69/2024 che permetterà la regolarizzazione di diversi tipi di difformità urbanistiche ed entro certi termini anche aumenti di cubatura.
Attendiamo pertanto in tempi brevissimi la conversione in Legge che farà scaturire la nuova versione del d.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), per capire definitivamente quali pratiche edilizie verranno permesse in applicazione concreta ai tecnici di settore e, quali oneri andranno sostenuti dai cittadini per mettere in regola le proprie abitazioni a seconda delle irregolarità da “sanare”.
Tutto ciò, ci auspichiamo, faciliterà alcune compravendite incagliate per la non conformità degli immobili e, conseguentemente il buon fine delle perizie per l’erogazione di mutui ipotecari.
Ma, in attesa dell’ufficialità provo in modo semplice ed essenziale ad anticiparvi cosa prevede e consente il “Salva Casa”:

– nuove deroghe in materia di limiti di distanza fra fabbricati;
– modifiche agli interventi di edilizia libera che riguardano le VePA (vetrate panoramiche apribili e ripiegabili che ormai notate su molti terrazzi) e le pergotende;
– nuova modifica allo “stato legittimo”;
– definizioni di mutamento della destinazione d’uso “senza opere” e piccole modifiche ai nuovi commi inseriti nell’art.23-ter del Testo Unico Edilizia (TUE);
– importanti modifiche all’art.24 del TUE sulla segnalazione certificata di agibilità che consentirà di asseverare la conformità del progetto alle norme igenico-sanitarie in alcune particolari;
– nuove tolleranze costruttive (resta il riferimento agli interventi realizzati entro il maggio 2024) ed eliminazione dell’asseverazione tecnica sulla verifica di possibili limitazioni dei diritti dei terzi;
– inserito il nuovo art.34-ter rubricato “casi particolari di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo”;
– importante modifica al nuovo art.36-bis che consentirà di utilizzare la nuova sanatoria semplificata anche nelle ipotesi di variazioni essenziali;
– sempre all’art.36-bis viene copiosamente rivista la sanzione da pagare per ottenere il permesso e la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria.

Indubbiamente quanto sopra elencato, rende ancor più importante dotarsi di un tecnico di fiducia (geometra, architetto o ingegnere che sia, iscritto regolarmente agli Albi competenti) che sappia mantenersi al passo con le continue evoluzione e gli aggiornamenti che, come vedete, mirano a migliorare e adeguare anche vecchie normative in ambito urbanistico alle nuove esigenze abitative.

Inoltre, mi permetto di suggerirvi di dotarvi anche di un Personal Agent di fiducia in campo immobiliare poiché, qualora decidiate di mettere in vendita la vostra casa questo dovrà essere in grado, oltre ad offrirvi una corretta valutazione del vostro immobile, di effettuare un primo confronto della planimetria catastale con lo stato di fatto, ivi compresa la corretta rappresentazione dei muri perimetrali con i prospetti del fabbricato e sue chiostrine e/o cortili interni (è per questi motivi che si è spesso costretti a richiedere copia dei progetti edilizi), di quelli di confine con le altre unità, delle finestre e porte finestre, dei balconi, terrazzi e giardini, di verificare la presenza in visura catastale di variazioni pregresse per diverse distribuzioni di spazi interni di cui bisognerà fornire giusta documentazione al Notaio rogante anche se precedenti alla data del vostro acquisto e, consigliarvi per tutto ciò il predetto tecnico di fiducia che un bravo Personal Agent immobiliare avrà sicuramente acquisito da tempo quale partner per il buon fine delle proprie operazioni immobiliari.

Mi auguro di poter essere la vostra scelta migliore nel settore immobiliare convinto di poter essere il vostro solido punto di riferimento nel tempo in termini di fiducia oltre sotto l’aspetto professionale che sento di garantirvi dopo oltre trent’anni di attività svolta a tutt’oggi con grande passione ed entusiasmo.

Concludo riservandomi di rendervi più comprensibili i singoli punti sopra elencati del DL “Salva Casa” una volta convertito in legge al fine di meglio farvi rendere conto quali di essi siano applicabili per ciascuna specifica necessità.

LA PRATICA EDILIZIA SCIA

LA PRATICA EDILIZIA SCIA

A proposito di regolarità urbanistico-catastale degli immobili, nel mio ultimo articolo avevo parlato della pratica edilizia Cila che,  fondamentalmente, occorre presentare in caso di modifiche apportate alla disposizione interna degli ambienti della propria abitazione.
Questa può essere ordinaria o in sanatoria a secondo se la pratica viene presentata per comunicare la volontà di effettuare degli interventi di ristrutturazione o successivamente per regolarizzare quelli fatti in precedenza senza le dovute autorizzazioni.
Nel presente articolo, parliamo di pratica edilizia SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) che, a differenza della Cila, si rende necessaria nei casi di:
Interventi di manutenzione straordinaria riferiti solo ad azioni su parti strutturali dell’edificio o modifiche considerevoli su fabbricati già in essere;
Interventi di restauro e/o risanamento riguardanti lavori svolti su edifici protetti da un vincolo storico-artistico che, potendo coinvolgere parti strutturali, richiedono la dovuta conformità rispetto delle normative vigenti;
Interventi di restauro leggero senza che questi vadano a modificare volume, destinazione d’uso e/o sagoma dell’immobile.
Questo tipo di operazioni comportano sempre la presentazione di una pratica edilizia SCIA in quanto vanno ad alterare la funzione dell’immobile.

Andando più sull’aspetto pratico e sulle situazioni che nella maggior parte dei casi coinvolgono i proprietari di unità immobiliari che intendono porle in vendita, posso affermare che la pratica edilizia SCIA è ritenuta necessaria quando coinvolge difformità
prospettiche rispetto alla planimetria catastale che risulta depositata e, quasi sempre va presentata in sanatoria.

Sono ormai pressocché consueti i casi in cui, dopo aver ricevuto un’ incarico di vendita ed aver esaminato, planimetria catastale alla mano, l’abitazione e la disposizione interna degli ambienti, noto che non sono rappresentate correttamente le finestre e le porte-finestre, i balconi, i terrazzi ed in alcuni casi non sono addirittura riportati in pianta.

Ed ecco che, mi permetto di dire, inizia “l’incubo burocratico” e cioè l’iter per andare a sanare tali difformità attraverso una SCIA in sanatoria che prevedere tempistiche ben più lunghe di quelle relative ad una semplice CILA ed un dispendio economico per la Parte
Venditrice che dovrà sobbarcarsi costi per regolarizzare quanto ad essa non imputabile nonché quelli relativi al giusto compenso professionale da corrispondere al tecnico a cui si deciderà di affidarsi. Ma la normativa impone ciò per poter vendere con la dovuta
conformità urbanistica e catastale.

In questi casi, prima di presentare la predetta SCIA in sanatoria, si rende necessario richiedere il progetto edilizio del fabbricato (attendendo, con un po' di fortuna, dai 30 ai 60 gg per ottenerlo) per verificare se le difformità prospettiche evidenziatesi in planimetria sono presenti anche sulla pianta dell’abitazione inserita all’interno di tale elaborato con il quale fu autorizzata l’edificazione; perché, come diciamo noi, è il progetto “che comanda” sulla planimetria catastale essendo il titolo abilitativo prioritario a cui far riferimento. Qualora l’ufficio tecnico competente comunichi la non reperibilità del progetto, allora il nostro riferimento sarà la planimetria catastale.
Insomma, se si è fortunati che visionando il progetto il tecnico riscontra una conformità della pianta dell’epoca con lo stato attuale di fatto, allora la pratica edilizia può tornare ad essere più semplice, ed una Cila, con notevole risparmio economico sotto tutti gli aspetti.
L’abilità di un professionale e competente agente immobiliare è, in questi casi, quella di essere chiaro e trasparente sia con la Parte Venditrice per ciò che concerne l’iter burocratico da affrontare in caso di SCIA in sanatoria, tempistiche e costi da sostenere, sia con il potenziale acquirente a cui dovrà trasmettere tutto ciò permettendogli di formulare una proposta di acquisto che preveda il rispetto dei giusti tempi, magari di portare anche a termine la propria operazione di vendita, non incorrendo in problematiche ed onerose richieste di proroghe per la sottoscrizione di un contratto preliminare o del rogito notarile.

Ancor più per quanto espresso in questo articolo, affidatevi ad un esperto e bravo agente e consulente immobiliare facendone il vostro Personal Agent anche per il futuro.
Io sono a vostra disposizione per dimostrare di essere in grado di assumere con grande piacere tale ruolo.

REGOLARITA’ URBANISTICA E CATASTALE DEGLI IMMOBILI

REGOLARITA’ URBANISTICA E CATASTALE DEGLI IMMOBILI

L’aspetto urbanistico – catastale degli immobili è sempre la nota più dolente che mi trovo ad affrontare con i proprietari che intendono mettere in vendita le loro unità immobiliari e pertinenze annesse.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi, mi sento dire che, essendo la planimetria corrispondente allo stato di fatto, il loro immobile è conforme…e qui si apre il mondo della regolarità urbanistica e catastale e l’obbligo da Parte Venditrice di garantirne nella compravendita la conformità rispondendone, purtroppo, anche per pratiche edilizie pregresse alla data in cui è stata acquisita la proprietà di quanto oggetto di vendita (e pertanto ad essa non imputabili), variazioni catastali intercorse per diverse distribuzioni degli spazi interni e quant’altro.

Mi sento di dire che una planimetria corrispondente allo stato dei luoghi, soprattutto se variata rispetto a quella cosiddetta “d’impianto”, e cioè quella originaria depositata in Catasto dalla società costruttrice al termine dell’edificazione (accatastamento), non conferisce assolutamente certezze in merito alla conformità urbanistica e catastale da garantire.

Vi dico questo perché i Notai roganti, quando visionando le visure catastali dei cespiti immobiliari notano a margine annotazioni relative a variazioni catastali intercorse (esatte rappresentazioni grafiche, diverse distribuzioni degli spazi interni, frazionamenti, fusioni, ecc.) indipendentemente dalla data in cui sono state effettuate, chiedono sistematicamente le documentazioni comprovanti ciò e, molto spesso, soprattutto se tali opere sono datate e riguardanti precedenti proprietà, la Parte Venditrice non è in possesso di tali documenti e non è in grado, neanche atttivando tecnici (geometri e/o architetti) di propria fiducia di accedere a questi negli archivi competenti.

In qualche caso si prova ad inoltrare richieste per accesso agli atti negli uffici tecnici competenti per Municipio, per poi scoprire, dopo aver perso del tempo sicuramente vitale in una compravendita, che la documentazione richiesta non è reperibile o disponibile per non si sa quale motivo.

Allora che succede?
Cosa bisogna fare per permettere il buon fine della vendita e magari l’accesso ad un mutuo in serenità alla Parte Acquirente?

Semplicemente, bisognerà, nella maggior parte dei casi, incaricare un proprio tecnico che procederà ad avviare una pratica edilizia cosiddetta “Cila in sanatoria”, da presentare digitalmente presso l’ufficio tecnico competente, che servirà a sanare tutto ciò che riguarda le opere pregresse non documentabili e poter addivenire alla sottoscrizione di un contratto preliminare di vendita o, se gia effettuato, al fatidico rogito notarile sperando di non aver dovuto chiedere proroghe soggette in qualche caso anche a penali.

Ed i costi di tutto ciò?

Saranno dovuti oneri comunali (sanzione) e per la variazione catastale da effettuare corrispondenti complessivamente ad un importo di circa € 1.300,00 oltre a saldare il compenso per l’opera del vostro professionista che può oscillare dagli 800 ai 1.200,00 euro oltre Iva di legge;
generalmente le tempistiche per il completamento di una pratica edilizia di questo tipo, dal momento della corresponsione degli oneri dovuti, che implica il possesso della corretta documentazione da parte del tecnico incaricato, variano dai 15 ai 30gg.

Tutto quanto predetto abbiamo detto che si rivolge a variazioni catastali intercorse e che, preciso, non coinvolgono aspetti cosiddetti “prospettici” della vostra abitazione risultanti nella planimetria depositata presso l’Agenzia del Territorio Catasto Fabbricati di Roma e più precisamente: finestre non correttamente riportate in planimetria ( in molti casi risultanti o assenti rispetto alla realtà), errori di rappresentazione relativi alla muratura perimetrale e/o di confine con altre proprietà o su distacchi esterni, di balconi (in qualche caso addirittura mancanti), ecc.

In tali casi, per non costringervi ad una lettura troppo prolungata, mi limito a dirvi che sarà necessario, sempre attraverso tecnici abilitati, copia del progetto originario del fabbricato di cui quanto oggetto di vendita è parte, cosa che richiede dai 30 ai 60gg di tempo, se si è fortunati vista la tempistica che condiziona gli uffici tecnici dei vari Municipi.

Ma su questo ulteriore iter urbanistico, anch’esso ricorrente, vi rimando ad un mio prossimo articolo che approfondirà tale argomento; sicuramente posso concludere affermando che, dotarsi di esperti e competenti tecnici nel nostro ambito lavorativo e divenuto
FONDAMENTALE.