LA PRATICA EDILIZIA SCIA

LA PRATICA EDILIZIA SCIA

A proposito di regolarità urbanistico-catastale degli immobili, nel mio ultimo articolo avevo parlato della pratica edilizia Cila che,  fondamentalmente, occorre presentare in caso di modifiche apportate alla disposizione interna degli ambienti della propria abitazione.
Questa può essere ordinaria o in sanatoria a secondo se la pratica viene presentata per comunicare la volontà di effettuare degli interventi di ristrutturazione o successivamente per regolarizzare quelli fatti in precedenza senza le dovute autorizzazioni.
Nel presente articolo, parliamo di pratica edilizia SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) che, a differenza della Cila, si rende necessaria nei casi di:
Interventi di manutenzione straordinaria riferiti solo ad azioni su parti strutturali dell’edificio o modifiche considerevoli su fabbricati già in essere;
Interventi di restauro e/o risanamento riguardanti lavori svolti su edifici protetti da un vincolo storico-artistico che, potendo coinvolgere parti strutturali, richiedono la dovuta conformità rispetto delle normative vigenti;
Interventi di restauro leggero senza che questi vadano a modificare volume, destinazione d’uso e/o sagoma dell’immobile.
Questo tipo di operazioni comportano sempre la presentazione di una pratica edilizia SCIA in quanto vanno ad alterare la funzione dell’immobile.

Andando più sull’aspetto pratico e sulle situazioni che nella maggior parte dei casi coinvolgono i proprietari di unità immobiliari che intendono porle in vendita, posso affermare che la pratica edilizia SCIA è ritenuta necessaria quando coinvolge difformità
prospettiche rispetto alla planimetria catastale che risulta depositata e, quasi sempre va presentata in sanatoria.

Sono ormai pressocché consueti i casi in cui, dopo aver ricevuto un’ incarico di vendita ed aver esaminato, planimetria catastale alla mano, l’abitazione e la disposizione interna degli ambienti, noto che non sono rappresentate correttamente le finestre e le porte-finestre, i balconi, i terrazzi ed in alcuni casi non sono addirittura riportati in pianta.

Ed ecco che, mi permetto di dire, inizia “l’incubo burocratico” e cioè l’iter per andare a sanare tali difformità attraverso una SCIA in sanatoria che prevedere tempistiche ben più lunghe di quelle relative ad una semplice CILA ed un dispendio economico per la Parte
Venditrice che dovrà sobbarcarsi costi per regolarizzare quanto ad essa non imputabile nonché quelli relativi al giusto compenso professionale da corrispondere al tecnico a cui si deciderà di affidarsi. Ma la normativa impone ciò per poter vendere con la dovuta
conformità urbanistica e catastale.

In questi casi, prima di presentare la predetta SCIA in sanatoria, si rende necessario richiedere il progetto edilizio del fabbricato (attendendo, con un po' di fortuna, dai 30 ai 60 gg per ottenerlo) per verificare se le difformità prospettiche evidenziatesi in planimetria sono presenti anche sulla pianta dell’abitazione inserita all’interno di tale elaborato con il quale fu autorizzata l’edificazione; perché, come diciamo noi, è il progetto “che comanda” sulla planimetria catastale essendo il titolo abilitativo prioritario a cui far riferimento. Qualora l’ufficio tecnico competente comunichi la non reperibilità del progetto, allora il nostro riferimento sarà la planimetria catastale.
Insomma, se si è fortunati che visionando il progetto il tecnico riscontra una conformità della pianta dell’epoca con lo stato attuale di fatto, allora la pratica edilizia può tornare ad essere più semplice, ed una Cila, con notevole risparmio economico sotto tutti gli aspetti.
L’abilità di un professionale e competente agente immobiliare è, in questi casi, quella di essere chiaro e trasparente sia con la Parte Venditrice per ciò che concerne l’iter burocratico da affrontare in caso di SCIA in sanatoria, tempistiche e costi da sostenere, sia con il potenziale acquirente a cui dovrà trasmettere tutto ciò permettendogli di formulare una proposta di acquisto che preveda il rispetto dei giusti tempi, magari di portare anche a termine la propria operazione di vendita, non incorrendo in problematiche ed onerose richieste di proroghe per la sottoscrizione di un contratto preliminare o del rogito notarile.

Ancor più per quanto espresso in questo articolo, affidatevi ad un esperto e bravo agente e consulente immobiliare facendone il vostro Personal Agent anche per il futuro.
Io sono a vostra disposizione per dimostrare di essere in grado di assumere con grande piacere tale ruolo.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *