LIBERARE VERAMENTE IN TEMPI BREVI LE ABITAZIONI OCCUPATE ABUSIVAMENTE

RIUSCIREMO A LIBERARE VERAMENTE IN TEMPI BREVI LE ABITAZIONI OCCUPATE ABUSIVAMENTE?

Chissà se, dopo anni di soprusi subiti da numerosi proprietari d’immobili che si sono ritrovati la propria abitazione, acquistata con enormi sacrifici, mutui ancora in corso di ammortamento, occupata abusivamente o come si dice in modo più elegante, senza titolo, si riuscirà veramente a liberarle in tempi brevissimi come si dice da coloro che avanzano, nella maggior parte dei casi, il diritto di occuparle con
prepotenza, per il semplice fatto di non esserne riusciti ad acquistarne una o non trovano persone disponibili a locarle loro a causa di redditi personali pressoché inesistenti. Spesso, questo tipo di occupazioni abusive scaturiscono da contratti di locazioni inizialmente sottoscritti ma non più rispettati nei pagamenti dei canoni dovuti o semplicemente da vere e proprie introduzioni forzate in unità immobiliari per diversi motivi non abitate.

Anche diverse trasmissioni televisive hanno cercato di mettere più volte in evidenza invano, salvo qualche sporadico caso, questo spiacevole fenomeno invitando in studio proprietari che, disperati per dover pagare cospicue rate di mutuo, tasse e costi di manutenzione, erano impossibilitati da anni a disporne malgrado aver seguito per ottenerne la liberazione, tutti gli iter burocratici previsti per legge, non potendo pertanto consegnare il frutto dei loro sacrifici al proprio figlio, o figlia, al quale l’abitazione era destinata dal principio.

Forse, finalmente, un segnale d’intervento nel breve lo avremo!

Il Decreto Sicurezza, in fase di conversione in legge entro il 10 giugno, introduce novità sostanziali per contrastare l’occupazione arbitraria di immobili destinati a domicilio altrui. Tra le misure più rilevanti spicca la possibilità di sgombero lampo entro tre giorni dalla segnalazione alle autorità (Sinceramente mi sembra un periodo di tempo esageratamente breve che mi auguro possa essere rispettato. Ma, mi domando, avremo il personale idoneo a provvedere agli sgombri e, nei casi di occupanti particolarmente ostici, disporre di forze dell’ordine da far inervenire?)

Viene introdotto l’articolo 634-bis nel Codice penale, dedicato all’occupazione arbitraria di abitazioni altrui. Il reato è punito con la reclusione da 2 a 7 anni, rispetto all’attuale articolo 633 che prevede da 1 a 3 anni. La modifica mira a inasprire le sanzioni e a scoraggiare chi, anche senza necessità abitativa comprovata, si installa in case private.

Una delle novità più discusse consente alle forze dell’ordine di intervenire direttamente, senza passare dal giudice, per liberare l’immobile occupato. Una volta accertata l’occupazione arbitraria, il proprietario può richiedere l’intervento e ottenere lo sgombero entro tre giorni dalla segnalazione (Ho paura che dovremo dedicare un apposito esercito per risolvere questa emergenza visto il numero di casi denunciati per illecita occupazione).

La procedura d’urgenza si applica solo se l’immobile è adibito a uso abitativo e se la segnalazione arriva dall’effettivo proprietario o da chi ne detiene legittimamente il possesso. Restano in vigore le garanzie procedurali per gli occupanti, che possono difendersi in sede giudiziaria qualora ritengano di essere in una condizione di vulnerabilità sociale (Credo che l’aspetto della vulnerabilità sociale sarà un argomento a cui si appelleranno in molti, immagino anche purtroppo impropriamente, per difendere l’occupazione abusiva).

Proprietari privati e associazioni di categoria, come Confedilizia, hanno accolto con favore le novità, da anni oggetto di battaglie per ridurre i tempi di recupero degli immobili. Sarà, come predetto, da fare i conti con coloro che evidenzieranno, al minimo segnale, il rischio di abusi o di applicazioni troppo discrezionali da parte delle forze dell’ordine, chiedendo maggiori tutele per chi occupa in situazioni di emergenza
abitativa.

Quale sarà considerato il limite entro il cui un nucleo familiare può considerarsi in emergenza abitativa e/o avere al proprio interno uno o più elementi definibili vulnerabili socialmente? Con il massimo rispetto per queste situazioni indubbiamente critiche e meritevoli di avere una giusta soluzione abitativa, in che tempi i proprietari di tali appartamenti, che in alcuni casi si sono trovati successivamente, rispetto allo stato sociale dei propri conduttori nel momento dell’originaria sottoscrizione del contratto locativo, ad avere in casa degli occupanti socialmente vulnerabili, potranno avere in restituzione le proprie abitazioni libere? Sono tante le sfaccettature e gli aspetti che dovranno essere presi in considerazione dopo l’eventuale entrata in vigore di questo testo. Sicuramente non si può negare la buona volontà da parte dello Stato nel cercare di porre rimedio ad una tale emergenza che si protrae da anni.

Dopo il voto di fiducia ottenuto alla Camera, il testo dovrà essere approvato dal Senato entro il 10 giugno. Se confermato, entrerà in vigore immediatamente, imponendo alle prefetture e alle forze di polizia di allestire procedure rapide ed efficaci. Il governo sottolinea l’obiettivo di difendere la proprietà privata e garantire sicurezza ai cittadini, ma resta aperto il delicato dibattito sulle possibili conseguenze sociali e sugli spazi di tutela per le fasce più fragili della popolazione.

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