SOCIAL HOUSING

SOCIAL HOUSING, UN’ALTERNATIVA ALL’ABITAZIONE IN PROPRIETA’?
Prendo spunto da un recente articolo dell’Ing. Marinelli della Cam S.p.A, per sensibilizzarvi sull’argomento Social Housing (definito con esattezza per la prima volta in Italia attraverso il Decreto Ministeriale 22 aprile 2008)

Cos’è ed a chi si rivolge?
Partendo dal presupposto che per l’83,2% degli italiani la proprietà immobiliare rappresenta sicurezza e stabilità ed inoltre per il 78,4% l’identità e personalità di chi vi abita, è difficile prevedere alternative a questo quadro consolidato ormai da “sempre”; malgrado ciò, un italiano su tre comincia a prevedere, quale interessante soluzione il Social Housing soprattutto come chiave sostenibile ed all’avanguardia.

In cosa consiste il Social Housing?
In italiano possiamo tradurlo con edilizia residenziale sociale e si riferisce a progetti il cui fine è garantire l’accesso alla casa alle persone ritenute più fragili, non solo dal punto di vista economico, fornendo così spazi aggiuntivi rispetto alla propria abitazione che possono essere impiegati e vissuti per creare socialità ed utilità.
Consistono in costruzioni all’avanguardia, edificate in Classe energetica A, con elevati standard qualitativi anche in termini di sicurezza ed antisismica, fibra ottica ed arredate con gusto.

A chi si rivolgono principalmente?
Questo tipo di complessi edilizi vengono destinati ad un’uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, mirando a ridurre il disagio abitativo ad individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di sostenere i costi di una locazione tradizionale e non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica popolare.
Pensiamo principalmente agli anziani, che vogliono trascorrere la loro vecchiaia in un ambiente tranquillo e protetto (in tal senso è nato anche il Senior Housing) o, agli studenti fuori sede in cerca di posti letto a costi calmierati, temi di cui si è molto discusso in questi
ultimi mesi. Inoltre, soprattutto nel caso degli studenti, molto spesso, le abitazioni risultano essere fatiscenti, con sicurezza ridotta al minimo indispensabile e con richieste di canoni da parte dei proprietari che non tengono conto di ciò, che non intendono adeguare le loro
abitazioni, che pensano esclusivamente alla speculazione da realizzare ed al reddito generato dai loro “vani” in buona parte, magari, anche in “nero”.

Nel Social Housing le unità immobiliari vengono affittate agli aventi diritto attraverso contratti di locazione di 4 anni rinnovabili di pari periodo ed il canone previsto non deve superare il 30% del reddito percepito.

Relativamente a questo argomento c’è comunque ancora molto da fare per sensibilizzare buona parte della popolazione sulla conoscenza di questa realtà abitativa che si sta creando il suo spazio, secondo il Censis il Social Housing continua a trovare un 20% circa che si dichiara disinteressata a questo tipo di abitazioni in locazione, un terzo degli intervistati pari al 28% circa, la considera un’alternativa alla casa di proprietà, un 22% come una facilitazione alla mobilità per ragioni di lavoro o studio ed un 25% esprime la sua disponibilità al Social Housing esclusivamente come soluzione temporanea in attesa di acquistare una casa in proprietà.

Sono convinto che con il tempo, il Social Housing ed il Cohousing saranno modelli residenziali sempre più presi in considerazione e adottati da diverse fasce sociali e permetteranno altresì la rivalutazione e rigenerazione di tratti di zone ed edifici oramai inutilizzati e destinati ancora per anni all’abbandono.

Concludo ringraziando l’Ing. Marinelli e la CAM S.p.A., realtà riconosciuta e consolidata da tempo nel campo dell’Housing Sociale, per le opere realizzate e per i progetti di prossima realizzazione in diverse città italiane che intendono offrire risposte concrete ai giovani alla
ricerca di soluzioni abitative innovative a prezzi agevolati.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *